L’Associazione “medici di famiglia per l’ambiente di Frosinone”torna a farsi sentire sul tema controverso della centrale a biomasse, esprimendosi tramite una lettera aperta, indirizzata a tutti i soggetti coinvolti. L’autorizzazione alla realizzazione della centrale è molto criticata dagli esperti e ritenuta inspiegabile, considerando che la città è da anni ai vertici per quanto riguarda il livello di polveri sottili nell'aria, e la decisione del sindaco Ottaviani di sospendere le autorizzazioni è stata per gli attivisti un elemento positivo.

Il 6 ottobre il Tar ha, però, stabilito che la sospensione non è più valida, e l’incertezza della situazione ora genera grande allarme in tutti coloro che sono contrari alla struttura. Durante i nove mesi di sospensione (sei effettivi più tre di transizione), «l’Associazione dei medici di famiglia ha avuto la possibilità di portare a termine lo studio epidemiologico sulla incidenza delle malattie respiratorie correlate all'inquinamento dell’aria rispetto ai cittadini di Frosinone», si legge nella lettera.

Sempre nello stesso periodo, si è tenuto «il convegno presso il Tribunale di Frosinone che ha visto insieme magistrati, avvocati e i medici dell’Associazione confrontarsi su inquinamento, salute e legalità», lì sono stati presentati «i risultati dello studio epidemiologico su asma e Bpco, effettuato su 3.096 cittadini adulti di Frosinone. Risultati drammatici. A Frosinone la prevalenza percentuale di asma è doppia e quella di Bpco è tripla rispetto alle altre città d’Italia. Alla luce del materiale pubblicamente prodotto - proseguono i medici nella lettera - tutti gli enti istituzionali, che hanno rilasciato le autorizzazioni e/o i pareri favorevoli all'approvazione per la costruzione dell’impianto a biomassa di Frosinone, dovrebbero immediatamente, secondo il principio di precauzione, attivarsi per l’interruzione definitiva di tale progetto».

Gli studiosi non evitano poi di chiamare direttamente in causa personaggi politici e dirigenti, auspicandosi il diretto intervento di Asi, Asl Frosinone, Comune, Provincia e Arpa per scongiurare la realizzazione della centrale che dovrebbe sorgere nella zona dell’ex interporto.