Abbracci e baci. Atteggiamenti intimi con le studentesse culminati in veri e propri abusi sessuali, ma non in violenze
complete. Ne è convinta la procura della Repubblica di Frosinone che ha chiesto e ottenuto l’interdizione dall’insegnamento
per otto mesi di un professore di 58 anni.

I fatti, stando alle accuse raccolte dalla squadra mobile della questura di Frosinone, si sarebbero consumati all’interno delle aule di una scuola media di Vallecorsa. E a segnalare gli episodi alla polizia è stata la stessa dirigenza scolastica che ha offerto ampia e piena collaborazione agli investigatori diretti dal vice questore Carlo Bianchi. Ieri l’epilogo, almeno per quanto riguarda la prima fase dell’inchiesta che riguarderebbe fatti dal 2011 al 2015. La misura cautelare è stata adottata dal gip del tribunale
di Frosinone Pierandrea Valchera su richiesta del sostituto procuratore Barbara Trotta, che ha coordinato le indagini.

Accuse gravi 

Con tutta l’accortezza che simili storie richiedono, gli agenti della squadra mobile si sono messi a indagare con pazienza. Come ricorda la questura, «gravi sono le accuse, perché il reato contestato è quello di molestie sessuali, commesse abusando della professione, aggravate dall’età delle vittime, tutte studentesse dell’indagato, alcune delle quali minori di quattordici anni». Quattro le studentesse che sarebbero state vittime degli apprezzamenti dell’insegnante, peraltro sposato e padre di famiglia, in quattro distinti episodi. Ma dopo la segnalazione della scuola, non è stato semplice completare il quadro indiziario. Gli accertamenti sono stati scrupolosi, le presunte vittime sono state ascoltate alla presenza della psicologa della questura, anche per valutarne l’attendibilità e la credibilità. Del resto, non può essere escluso in partenza un atto di vendetta di studentesse magari rimproverate da un prof troppo severo. Ma, stando alle accuse, non sarebbe questo il caso. Le ragazze, sentite in momenti diversi, avrebbero confermato gli episodi fornendo dettagli sugli atteggiamenti dell’insegnante ritenuti coincidenti
tra le diverse versioni rese. E ciò non ha fatto che avvalorare l’ipotesi accusatoria. Le molestie, che non si sono mai concretizzate in atti sessuali o peggio in vera e propria violenza sessuale (anche se per il codice penale il reato rimane
questo), si sarebbero verificate anche nel passato anno scolastico. 

Il professore avrebbe approfittato di momenti in cui rimaneva solo con le studentesse o forse li avrebbe creati lui stesso con delle scuse. Ed in quei momenti - sostiene la procura - avrebbe approfittato del suo ruolo per apprezzamenti sull’aspetto fisico delle allieve, o anche per toccarle e baciarle sul collo.

I primi racconti

Le ragazze alla fine si sono confidate a casa con i genitori, dopodiché le accuse sono arrivate a scuola da dove è partita una
segnalazione in questura. Quando i sospetti hanno cominciato a prendere corpo, si è deciso di intensificare l’attività investigativa anche con l’ausilio di video e fotografie. E le immagini, stando a quanto emerso, avrebbero confermato l’impianto accusatorio.

Perquisizione

A quel punto il sostituto procuratore Barbara Trotta ha ottenuto per l’insegnante un’interdizione di otto mesi. In pratica, il gip lo ha allontanato dall’insegnamento per la durata dell’intero anno scolastico. Nel frattempo, però, le indagini vanno avanti. E per acquisire ulteriori elementi di prova la procura ha autorizzato anche una perquisizione dell’abitazione e dell’ufficio dell’indagato. Ieri sono stati sequestrati i computer utilizzati dall’insegnante e altro materiale che sarà analizzato alla ricerca di foto o file che possano in qualche modo confermare i sospetti dell’autorità giudiziaria. A questo punto il caso può ritenersi
chiuso, anche se dalla questura mantengono aperta la possibilità che, alla luce di quanto filtrato, qualche altro episodio possa venire a galla. In caso contrario, si procederà per i quattro episodi contestati all’indagato.