Le manifestazioni comportamentali relative alla disattenzione si riscontrano soprattutto in bambini che, rispetto ai propri coetanei, presentano un’evidente difficoltà a rimanere attenti o a lavorare su uno stesso compito per un periodo di tempo sufficientemente prolungato. Inoltre, hanno la difficoltà nel mantenere la concentrazione, si fanno distrarre molto facilmente dai compagni o da rumori occasionali e raramente riescono a completare un compito in modo ordinato.

Sono bambini che si guardano continuamente attorno, durante lo svolgimento di compiti come anche durante la proiezione di programmi televisivi, soprattutto nei momenti in cui risultano noiosi e ripetitivi (Millich e Lorch, 1994).

I bambini che mostrano aspetti di iperattività-impulsività giocano in modo rumoroso, parlano eccessivamente con scarso controllo dell’intensità della voce, interrompendo persone che conversano o che stanno svolgendo delle attività senza essere in grado di aspettare il momento opportuno per intervenire.

I genitori e gli insegnanti li descrivono sempre in movimento incapaci di attendere il proprio turno.

Un accurato assessment è una condizione essenziale per un adeguato intervento psicologico a favore delle famiglie e dei bambini stessi. Non esiste uno strumento unico per porre una diagnosi ma è indispensabile ottenere informazioni da fonti diverse, soprattutto da genitori e insegnanti.

Vengono suggeriti diversi trattamenti su diversi fronti: la terapia farmacologica che porta con sé effetti negativi e positivi sia sul bambino che sulla relazione genitore-figlio; training comportamentali che sono necessari e fondamentali per ridurre le manifestazioni sintomatologiche attraverso il principio del condizionamento operante, secondo i quali è possibile ridurre gli atteggiamenti negativi e aumentare quelli positivi ed infine i trattamenti cognitivo-comportamentali dove vengono insegnate delle tecniche relative anche alla gestione del controllo delle emozioni e la consapevolezza di percepire i propri risultati come il frutto dell’impegno e delle strategie messe in atto.

Il coinvolgimento della scuola in tutto questo intervento è di fondamentale importanza, proprio perché è l’ambiente in cui il bambino iperattivo e disattento si manifesta concretamente e con maggior frequenza.

Esistono infatti degli accorgimenti che permettono agli insegnanti di ridurre la gravità delle manifestazioni del disturbo come ad esempio verificare mentre si danno delle spiegazioni se il contatto oculare è attivo, mezzo che permette sicuramente all’insegnante di capire se il bambino in quel momento è attento.

Spesso sarà capitato di pensare: "Quel bambino è proprio maleducato…", No! E’ semplicemente un bambino con difficoltà di attenzione ed iperattività che con dovuti accorgimenti clinici riesce ad essere sicuramente più felice e meno discriminato.