Referendum
24.03.2026 - 11:58
Vince il no alla riforma della giustizia. Ma la Ciociaria si schiera per il sì. È questo l’esito del referendum confermativo sulla legge, votata dal governo, che prevedeva la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura e la creazione di un’Alta corte per giudicare sui procedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Resta, dunque, tutto come era prima. Ma non mancheranno le polemiche visti i toni particolarmente aspri della campagna elettorale.
I risultati
In provincia di Frosinone risultati in controtendenza rispetto al dato nazionale e regionale, quest’ultimo condizionato dal risultato di Roma, unica provincia dove a prevalere sono stati i no.
In Ciociaria i sì hanno chiuso davanti al 52,31% contro il 47,69% dei no: 112.594 preferenze espresse per i sì e 102.664 espresse per il no. Tendenza replicata nel capoluogo con prevalenza dei favorevoli alla riforma attestati al 53,05% contro il 46,95% dei no. In termini di voto la partita si è chiusa 10.768 a 9.529.
Nel capoluogo in 31 sezioni su 48 il sì ha chiuso davanti, mentre il no ha prevalso in 15 sezioni, in altre due, la 13 e la 14 si è avuto un risultato di parità con 234 schede, in un caso, e con 24, nella sezione speciale dell’ospedale. In tre sezioni la differenza è stata minima. Alla 25 e alla 29 hanno vinto i sì rispettivamente per due e un voto, mentre alla 47 hanno avuto successo i no per tre voti. Nel dettaglio i pro riforma hanno vinto nelle sezioni 1 poi da 9 a 11, da 17 a 32, da 34 a 35, da 38 a 40, da 43 a 46 e alla 48. All’opposto maggioranza di no dalla 2 alla 8, alla 12, alla 15 e 16, alla 33, alla 36, poi 41 e 42 e alla 47. Alla 37 i sì hanno toccato il 65,07%, mentre alla 8 i no sono stati il 60,27%. Nel capoluogo si contano 46 schede bianche e 77 nulle.
Tra i comuni più grandi, successo dei sì anche ad Alatri con il 56,85% contro il 43,15% dei no (7.114 voti a 5.400). Ad Anagni ha vinto di misura il sì con il 50,72% (5.012 voti) contro il 49,28% dei no (4.869). Più netto il distacco a Ferentino dove il voto favorevole alla riforma (4.772 preferenze) ha raggiunto il 53,05% contro il 46,95% dei non favorevoli (4.224). Sul filo la vittoria dei sì a Fiuggi con il 50,09%, che si traduce in 9 voti di differenza (2.389 a 2.380), mentre i contrari alla riforma appena più bassi al 49,91%. A Isola del Liri equilibrio rotto di misura con i sì avanti di 30 voti: 50,26% contro 49,74% ovvero 2.897 a 2.867. A Monte San Giovanni Campano sì al 55,43% (3.186) e no al 44,57% (2.562). A Pontecorvo 51,97% per i sì (2.953) e 48.03% per i no (2.729). A Sora 55,03% per i sì con 6.464 voti e 44,97% per i no a quota 5.282. A Veroli 57,80% per i sì (5.093) e no (3.718) relegati al 42,20%.
Hanno rispettato l’andamento nazionale, tra i centri più popolosi, Cassino dove il no ha toccato quota 52,45% e 8.472 voti contro il 47,55% dei pro riforma (7.681) e Ceccano dove il no (5.421) ha vinto con il 55,66% contro il 44,34% dei sì (4.362).
In totale sono 19 su 91 i comuni ciociari dove il no ha ottenuto la maggioranza dei voti: oltre a Cassino e Ceccano ci sono Acuto con il 60%, Aquino con il 52,03%, Arce con il 50,84%, Castro dei Volsci con il 53,79%, Castrocielo con il 53,47%, Coreno Ausonio con il 57,65%, Giuliano di Roma con il 51,05% Paliano con il 57,53%, Roccasecca con il 50,15%, San Donato Val di Comino con il 62,36%, Sant’Ambrogio sul Garigliano con il 57,35%, Serrone con il 50,75%, Sgurgola con il 57,49%, Terelle con il 59,20%, Vallecorsa con il 50,20%, Villa Santa Lucia con la percentuale più alta al 63,98% e Viticuso con il 54,96%.
Nel Comune con l’affluenza maggiore in provincia, Pescosolido, ha prevalso il sì con il 60,74% contro il 39,26% dei no. Ad Acquafondata, il comune più piccolo della Ciociaria, i votanti sono stati appena 127 e la partita si è chiusa 63 a 60 per i sì (nel conto ci sono anche tre schede bianche e una nulla).
L’affluenza
In provincia di Frosinone i votanti hanno raggiunto quota 57,85%. È la seconda percentuale più alta per un referendum confermativo.
Nel 2020, per la riduzione dei parlamentari, l’ultima volta che si è votato per una modifica della Carta costituzionale, l’affluenza fu del 48,18%. Nel 2016, invece, per la riforma della seconda parte della Costituzione, votò il 67,20%. Nel 2006, per la modifica, sempre della parte seconda della Costituzione, affluenza al 49,50%. Infine, nel 2001 per la modifica del titolo V della Costituzione alle urne si recò soltanto il 28,30%, il dato più basso sin qui registrato tra le cinque consultazioni referendarie con ad oggetto una modifica della Costituzione.
L’affluenza ai seggi per il referendum è stata più alta anche di quella alle ultime regionali, tre anni fa, quando il dato si attestò poco al di sotto del 45% con il 44,98%. Mentre, alle ultime politiche, quelle del 2022, l’affluenza era stata del 63,80%.
Quest’anno, i comuni che hanno registrato la percentuale maggiore di votanti sono stati Pescosolido con il 68,08%, Posta Fibreno con il 66,94%, Isola del Liri con il 65%, Fontana Liri con il 64,83% e Coreno Ausonio con il 64,72%. In coda Casalvieri con il 48,8%, Belmonte Castello con il 46,91%, Picinisco con il 46,39%, San Biagio Saracinisco con il 45% e Casalattico con il 40,83%. Nei comuni sopra i 15.000 abitanti, Anagni con il 60,17% è stato il primo davanti a Frosinone con il 59,95% e Sora con il 58,77%, quindi Cassino con il 58,75%, Alatri con il 57,74%, Ferentino con il 56,80%, Veroli con il 55,73% e, infine, Ceccano con il 54,74%.
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