Referendum
22.03.2026 - 08:56
Oggi e domani si vota per il referendum costituzionale. Il tema è la riforma della giustizia.
In pratica, la separazione delle carriere comporta che giudici e pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo e che condividevano il medesimo Consiglio superiore della magistratura, con la riforma, avranno propri organi di autogoverno, autonomi e indipendenti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante, competente per i giudici, e il Consiglio superiore della magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. Ognuno sarà presieduto dal presidente della Repubblica e avrà una composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, mentre un terzo sarà formato da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento. Ogni Consiglio, poi, eleggerà un suo vicepresidente tra i componenti designati, mediante sorteggio, dal Parlamento in seduta comune. Ai due Csm spetteranno le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzione dei magistrati.
Un’altra novità saliente introdotta con la riforma è l’Alta corte disciplinare, chiamata a valutare le questioni disciplinari riguardanti i magistrati. Sarà composta da quindici giudici, scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza. l’Alta corte sarebbe così composta: tre giudici nominati dal Presidente della Repubblica, scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; tre giudici estratti a sorte da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; nove magistrati appartenenti, sei alla carriera giudicante, tre alla carriera requirente, selezionati per sorteggio tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. La legge prevede anche l’elezione del presidente dell’Alta corte disciplinare tra i giudici nominati dal presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento.
I giudici dell’Alta corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato. Contro le pronunce dell’Alta corte è ammesso appello davanti sempre alla stessa Corte che giudica, però, senza i componenti che hanno messo il provvedimento impugnato. «La legge - prevede il nuovo articolo 105 della Costituzione come modificato con la riforma - determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell’Alta corte e assicura che i magistrati giudicanti o requirenti siano rappresentati nel collegio».
In Ciociaria ci sono 504 sezioni elettorali per un totale di 375.558 elettori. Il totale degli elettori italiani, compreso chi vive all’estero, ammonta a 51,4 milioni. Ammessi al voto, infatti, anche gli elettori residenti all’estero: nel Lazio in 449.647 votano per corrispondenza, mentre appena 100 iscritti all’Aire (l’Anagrafe dei residenti fuori confine) hanno optato per il voto in Italia.
L’ultima volta che gli italiani sono stati chiamati a votare per un referendum costituzionale è stato nel settembre 2020. Il quesito riguardava la riduzione del numero dei parlamentari. In quell’occasione votò il 51,12% degli aventi diritto: il 69,96% di questi si espresse per il sì e il 30,04% per il no. In provincia di Frosinone votò il 48,18% degli aventi diritto con prevalenza dei sì con il 75,20% rispetto al 24,80% dei no.
Nel 2016, la riforma fu respinta con il 59,12% dei votanti (il quorum fu del 65,48%). In Ciociaria votò il 69,16% degli elettori con prevalenza dei no con il 63,32%, mentre i sì furono il 36,68%.
Prima ancora nel 2006, per l’approvazione della legge di modifica della parte seconda della Costituzione, al voto andò il 52,46% degli aventi diritto con vittoria, in quel caso, dei no con il 61,29% delle preferenze espresse, mentre i sì si fermarono al 38,71%. In Ciociaria l’affluenza toccò quota 49,50% con i no al 61,44% e i sì al 38,56%.
Primo referendum costituzionale della storia repubblicana nel 2001 per la modifica del titolo V della Costituzione con un a partecipazione del 34% degli elettori e vittoria dei sì con il 64,21% contro il 35,79% dei no. In provincia di Frosinone votò il 28,30% con i sì al 55,63% e i no al 44,37%.
Infine, una curiosità: nella giornata odierna a Frosinone era prevista l’ultima domenica ecologica della stagione invernale, che è stata spostata di una settimana.
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