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"Restiruire futuro": firmato il protocollo d'intesa per il reinserimento lavorativo delle persone fragili

Il progetto, presentato alla Cittadella Cielo, prevede l'attivazione di ottanta percorsi di reinserimento socio-lavorativo. Chiara Amirante: "Attraverso il lavoro e relazioni significative si può rinascere"

"Restiruire futoro": firmato il protocollo d'intesa per il  reinserimento lavorativo delle persone fragili

Un momento della presentazione del protocollo d'intesa FOTO MASSIMO SCACCIA

Il lavoro come nuovo inizio. Come un "nuovo orizzonte" per chi è caduto, ha trovato la forza per rialzarsi ed è pronto a ricominciare. È con questo principio che questa mattina alla Cittadella Cielo di Frosinone, l'associazione Nuovi Orizzonti ha presentato il progetto dedicato al reinserimento nel mondo del lavoro delle persone in condizione di fragilità, in particolare con dipendenze o coinvolte nei percorsi dell’esecuzione penale.

Un progetto che fonda su un'importante collaborazione, che vede coinvolti la Camera di Commercio di Frosinone e Latina, la Asl di Frosinone, la Casa circondariale di Frosinone e l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone, e che è sfociato nella firma del protocollo d’Intesa "Restituire Futuro". L'iniziativa è finanziata con i fondi dell8x1000 a diretta gestione statale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al centro dell’iniziativa si colloca il progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, che prevede la realizzazione di ottanta percorsi di reinserimento socio-lavorativo. Il programma comprende attività di formazione professionale, inserimenti in contesti lavorativi protetti e trenta tirocini di inclusione sociale della durata di sei mesi. Sono inoltre inclusi servizi di co-housing e trasporto sociale, insieme a percorsi di orientamento e attività di tutoring nei luoghi di lavoro.

Parallelamente, sono state attivate azioni volte alla prevenzione e alla sensibilizzazione nei contesti lavorativi, attraverso incontri nelle aziende e una campagna informativa rivolta a oltre cinquecento lavoratori.

Nel corso dell’incontro, dopo i saluti istituzionali, Paolo Brigo, responsabile dell’Ufficio Progetti dell’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti, ha illustrato obiettivi e struttura dell’iniziativa, sottolineando il valore della collaborazione tra i diversi attori del territorio.

A fare gli onori di casa la fondatrice di Nuovi Orizzonti, Chiara Amirante, che, ripercorrendone la storia, ha ricordato le basi sulle quali l'associazione fonda. "Ormai da più di trent’anni - ha ricordato - entriamo in punta di piedi nelle storie infernali di tanti giovani. Abbiamo visto quanto il disagio giovanile sia diventato un dato esponenzialmente crescente e allarmante.  Oggi il 90% dei ragazzi non è semplicemente dipendente, ma polidipendente: si parla quindi di dipendenze non solo da droghe, pasticche e sostanze stupefacenti, ma anche da alcol, gioco d’azzardo, uso compulsivo di internet e sessodipendenza. Un ragazzo su tre ha subito abusi, il 50% episodi di bullismo e il 25% presenta disturbi mentali - ha spiegato - Di fronte a questi dati, ci siamo resi conto che, se da un lato è fondamentale continuare i percorsi di recupero da questi “inferni” che spesso imprigionano i giovani, dall’altro c’è un passaggio altrettanto complesso, urgente e decisivo, quello dell’inserimento. Crediamo che questo progetto possa essere un grande aiuto in questo senso - ha argomentato - in questa cittadella cielo di Frosinone che si occupa di accoglienza del disagio a 360 gradi. Questo progetto - ha concluso Chiara Amirante - rappresenta un segno concreto di speranza. Crediamo profondamente che ogni persona abbia un valore infinito e che, attraverso il lavoro e relazioni significative, sia possibile rinascere. "Restituire Futuro" è un impegno condiviso per restituire dignità, fiducia e opportunità a chi desidera ricominciare".

A sottolineare il valore della sinergia tra istituzioni e territorio sono stati anche gli interventi dei rappresentanti degli enti coinvolti.

Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, ha evidenziato come “il coinvolgimento del mondo imprenditoriale sia fondamentale per costruire percorsi reali di inclusione. Le imprese - ha detto - possono e devono essere protagoniste di un cambiamento culturale che valorizzi la persona e favorisca il reinserimento lavorativo”.

Sulla stessa linea il direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, che ha sottolineato: “Si tratta di un progetto di grande valenza sociale perché mettiamo a sistema quel concetto nobile che è l'assistenza socio-sanitaria, all’interno di un ambito particolarmente complesso e fragile come quello delle dipendenze. Un tema che richiede un approccio integrato - ha spiegato - E questo protocollo rafforza la collaborazione tra servizi sanitari e territorio, permettendo di accompagnare le persone non solo nella cura, ma anche nel loro reinserimento sociale e lavorativo”.

Un aspetto particolarmente rilevante è stato messo in luce anche da Laura Notaro, vice direttrice della Casa circondariale di Frosinone: “Offrire opportunità concrete durante e dopo il percorso detentivo è essenziale per prevenire la recidiva. Il lavoro rappresenta uno strumento fondamentale di riscatto e reintegrazione”.

Infine, Giuseppe Caviglia, direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone, ha evidenziato come “progetti come questo rafforzino il senso della pena come occasione di cambiamento. La rete territoriale è la chiave per costruire percorsi individualizzati e realmente efficaci”.

La conferenza si è conclusa con la firma congiunta del Protocollo d’Intesa “Restituire Futuro”, sancendo un impegno condiviso a costruire un modello di collaborazione territoriale capace di mettere al centro la persona e il suo percorso di rinascita, attraverso il lavoro, la formazione e il sostegno della comunità.

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