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Frosinone

Alberata, Terme, Parco: tempi indefiniti

È stata una settimana densa di annunci “green” da parte del Comune che prefigurano una città profondamente diversa da quella attuale

Alberata, Terme, Parco: tempi indefiniti

Primo annuncio: la storica Alberata sarà salvata e messa definitivamente in sicurezza. Secondo: i resti delle Terme romane lungo il fiume cittadino saranno restituiti finalmente alla città. Terzo: fatto il primo passo per la creazione del parco lungo il Cosa grazie all’affidamento del progetto a un gruppo di professionisti.

È stata una settimana densa di annunci “green” da parte del Comune di Frosinone che prefigurano una città profondamente diversa da quella attuale. Sembra di vivere, quindi, in una sorta di universo parallelo come nei migliori romanzi fantascientifici.

Ma quando verranno ultimati questi interventi? Non è stato comunicato. Per ora è stato detto solo che stanno per iniziare o che sono appena stati cantierati. Ma vediamoli nel dettaglio. Capitolo Alberata. Il Comune di Frosinone ha avviato uno studio tecnico-scientifico sull’Alberata storica di viale Roma, composta da circa 200 platani. L’analisi è stata affidata a un team guidato dal Politecnico di Milano. Lo studio servirà a valutare lo stato di salute e la stabilità degli alberi attraverso i sensori. I tempi previsti? Non sono stati specificati. Stesso discorso per la Terme romane lungo il fiume cittadino: il cantiere è partito, il sindaco ha fatto il sopralluogo con il Soprintendente, ma non si sa quando sarà fruibile da tutti i cittadini. Poi c’è il progetto chiamato “Porta del Parco Cosa”. Servirà a creare accessi pedonabili e ciclabili all’area naturalistica per collegarla con gli altri parchi cittadini.

Quando? Per ora si sa solo che il Comune dovrà stipulare i contratti di appalto degli interventi entro 18 mesi dalla firma della convenzione con la Regione. Il dubbio grande, però, che aleggia attorno a questo sogno atteso da decenni dai frusinati, è sulla portata del fiume Cosa che appare sempre più ridotta: andrà risolto, insomma, il problema della captazione delle acque a monte del fiume. Un nodo da affrontare se non si vorrà arrivare al paradosso di realizzare un parco fluviale senza fiume. Ben vengano, dunque, gli annunci del Comune ma bisogna sempre ricordare quello che disse il grande Gigi Proietti, invitato nell’ottobre 2011 dalla giunta Marini alla posa simbolica della prima pietra del teatro comunale, che poi non fu mai realizzato: «Stateje dietro – ammonì in romanesco – perché la posa della prima, della seconda e della terza pietra è scontata, i problemi arrivano all’undicesima».

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