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Capitale italiana della cultura 2028

Hernica Saxa, l'audizione

Stamattina al Ministero della cultura la giuria riceve la delegazione delle città erniche con il dossier. L’ultimo esame prima del verdetto finale annunciato per il 27 marzo

Anagni, Veroli, Alatri e Ferentino tra le dieci candidate a Capitale Italiana della Cultura 2028

Un po’ come l’esame di maturità: seduti davanti alla commissione, il dossier ben rilegato, le domande, le risposte. E l’inevitabile emozione. Tanto più che la candidatura del progetto “Hernica Saxa” è la prima ad essere esaminata. L’appuntamento con la delegazione guidata dal direttore del progetto, il presidente dell’Archeoclub d’Italia di Ferentino Antonio Ribezzo, è fissato alle 9 di stamane nella “Sala Spadolini” del Ministero della cultura. È l’ultimo passaggio prima del verdetto annunciato per il 27 marzo che decreterà quale delle dieci proposte finaliste si aggiudicherà il titolo di “Capitale italiana della cultura 2028”. E con il titolo anche il milione di euro destinato a finanziare gli eventi da realizzare nel corso del 2028.

Il progetto “Hernica Saxa”, che riunisce le quattro città erniche fortificate di Anagni (capofila), Alatri, Ferentino e Veroli, ha superato la selezione tra le 23 candidature ammesse alla prima fase ed è in finale insieme a quelli proposti da Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e Tarquinia (Viterbo).

Oggi e domani la giuria di esperti insediata al dicastero di via del Collegio Romano, presieduta da Davide Maria Desario e composta da Stefano Baia Curioni, Vincenzina Diquattro, Luca Galassi, Luisa Piacentini, Davide Rossi e Vincenzo Trione, svolgerà le previste audizioni con le delegazioni delle dieci finaliste. Poi studierà più approfonditamente i dossier presentati ed emetterà l’attesissimo verdetto.

Intanto il progetto “Hernica Saxa” continua a collezionare sostegni importanti, da ultimo quello dell’Ordine dei geologi del Lazio che ha concesso il suo patrocinio alla candidatura congiunta di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli.
La presidente dell’Ordine regionale, Simonetta Ceraudo, spiega le ragioni dell’endorsement: «Per la prima volta in modo così esplicito una candidatura a “Capitale italiana della cultura” riconosce e valorizza anche la cultura geologica come parte integrante del patrimonio culturale. Un passaggio importante che accresce una consapevolezza fondamentale: il paesaggio è geologia. Il patrocinio a “Hernica Saxa” significa sostenere una visione nella quale la geologia entra a pieno titolo tra gli elementi fondativi dell’identità territoriale. Questa candidatura rappresenta non solo una sfida culturale, ma un segnale chiaro: quando le comunità riconoscono nelle radici geologiche e storiche la base della propria identità, la pietra non è più muro, ma diventa fondamento di una nuova visione del territorio e del suo sviluppo».

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