Scena muta per tutti. Si è esaurita ieri la fase degli interrogatori di garanzia per le 52 persone colpite dalle misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga al Casermone. Come già accaduto nel fine settimana, anchegli indagatiche sono comparsi, tra ieri mattina e il pomeriggio, davanti al giudice per le indagini preliminari Pierandrea Valchera che ha firmato l’ordinanza lunga mille pagine, hanno scelto la strada del diritto di non rispondere. Tra questi anche i tre che si sono costituiti successivamente al blitz. Antonio Scuderi e Giuseppe Fiorillo, difesi dagli avvocati Raffaele e Marco Maietta, sentiti in carcere hanno scelto la strada del silenzio. Imitati da Gionni Spada, assistito dagli avvocati Marco Maietta e Luigi Tozzi, anche lui detenuto, ma per l’operazione Intoccabili, in quanto per quest’inchiesta ha l’obbligo di firma. Anche Palma Spinelli, difesa sempre da Marco Maietta e Luigi Tozzi, ai domiciliari per gli Intoccabili e sottoposta a obbligo di firma, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Stesso cliché nel pomeriggio.

Corrado Naddeo, che era in Svizzera quando è stata emessa l’ordinanza, assistito dagli avvocati Riccardo Masecchia e Giampiero Vellucci, non ha risposto al gip. Ha però fornito una documentazione dalla quale si evince che ha un’occupazione nel Paese elvetico, dove si è ormai radicato con tanto di abitazione,mentre a Frosinone non tornava da un anno. Sempre assistiti dagli avvocati Raffaele e Marco Maietta, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Ciro (divieto di dimora) e Anna Rita Cioffi (obbligo di firma), Emanuela Reffe e Christian Mazzocchi (entrambi sottoposti a divieto di espatrio).

Nel frattempo il gip del tribunale di Frosinone ha inviato gli atti al gip di Roma competente per l’associazione. Tra i reati contestati c’è infatti quello associativo per il quale è chiamato a decidere il tribunale di Roma. Il gip della capitale entro venti giorni dovrà rinnovare l’ordinanza.