La verità dei pagamenti al gigolò nelle carte di credito. E.R., 49 anni, frusinate, difeso dal- l’avvocato Giampiero Vellucci, è comparso davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante. L’uomo è accusato di estorsione aggravata e continuata in danno di una commerciante, anch’essa del capluogo, con la quale intratteneva una relazione sentimentale.

Per questi fatti, il gigolò, il 13 novembre del 2015, aveva subito anche un arresto, rimanendo per qualche giorno agli arresti domiciliari. Chiuse le indagini, il fascicolo è approdato sul tavolo del gup. Nel corso dell’udienza, la parte offesa si è costituita in giudizio fornendo la documentazione dei pagamenti che la donna avrebbe fatto all’uomo, dai 2.500 ai 3.000 euro al mese, per un totale di circa trentamila euro in un lasso di tempo di circa un anno.

A quel punto, l’avvocato Vellucci ha chiesto che ai gestori delle carte di credito e postepay intestate all’uomo venisse richiesta la documentazione sulle modalità e la frequenza di caricamento delle schede, anche tramite il circuito paypal. La difesa, infatti, non ha mai negato quei pagamenti. Li ha sempre considerati il frutto dell’attività dell’uomo che, in cambio degli incontri sessuali con la donna, chiedeva di essere pagato. E il pagamento consisteva nell’affitto di un immobile e nella ricariche di due carte di pagamento.

E dato che - come sostiene la difesa - i pagamenti erano continui e ripetuti in un ampio lasso temporale, non può essere che la donna sarebbe stata costretta ogni volta. Dal canto suo quest’ultima ha presentato una denuncia, poi costata l’arresto del- l’uomo, sostenendo di aver ricevuto una lettera con la quale il gigolò minacciava la stessa di inviare al marito di lei i messaggi che la stessa gli inviava.

A quel punto - sostiene l’accusa - la donna per paura di uno scandalo avrebbe continuato a tenere quella relazione a pagamento. Ora dunque la questione si sposta sugli aspetti economici. In base al tipo di risposta che forniranno i gestori delle carte, anche con riferimento a ricariche avvenute manualmente o per via telematica, il giudice potrebbe decidere per il rinvio a giudizio del gigolò o per un suo proscioglimento.