Si inizierà materialmente lunedì prossimo per sperare di terminare i lavori entro il 15 dicembre, condizioni meteorologiche e sorprese geologiche permettendo. Per il ponte Bailey, che sarà realizzato dal Comune sulla porzione di viadotto franata, sono iniziate, nella giornata di ieri, le operazioni che porteranno, lunedì prossimo, all’allestimento del cantiere. Ieri negli uffici del settore lavori pubblici, all’ex Mtc, si è svolta, infatti, una prima riunione operativa tra il dirigente del settore, architetto, Elio Noce, il funzionario comunale, ingegner Benito Caringi, il direttore dei lavori, ingegner Alessandro Mirabella (presidente dell’Ordine degli Ingegneri), e i direttori tecnici di cantiere, gli ingegneri Michele Dello Russo e Gianbattista Migliorati (per la Janson Bridging).

«In questa fase -ci ha detto l’architetto Noce - ci stiamo preoccupando di predisporre tutti gli atti della presa in carico del cantiere da parte della ditta appaltatrice e di portare ad esaurimento tutte le attività propedeutiche di carattere organizzativo che riguardano, ad esempio, le comunicazioni da fare alla cittadinanza in materia di viabilità, agli enti gestori dei sottosistemi presenti nell’area di cantiere e così via. Non è una fase in cui si vedono opere evidenti, ma è fondamentale per l’avvio del cantiere».

«Dopo l’allestimento del cantiere - ha proseguito il direttore dei lavori Mirabella - si inizierà con le perforazioni per la realizzazione di una palificazione a forma di elle che sta a monte della nicchia di frana, che costituirà il sostegno sia del ponte Bailey, sia della futura struttura che intenderà fare la Regione. Sarà, in sostanza, una paratia di appoggio funzionale anche all’intervento che un domani metteranno in opera la ditta o le ditte che saranno incaricate dalla Pisana. Su questa palificata andrà a poggiare una buona porzione di ponte nella parte di monte, mentre a valle il sostegno sarà offerto dai piloni attualmente esistenti. Il cemento della palificata avrà dei tempi di consolidamento, ma nelle more, il cantiere comunque non si fermerà, e saranno realizzati i raccordi tra l’appoggio della struttura con la sede stradale ancora esistente. Le previsioni sono di trenta giorni di lavorazioni, ma siamo legati anche al meteo e ad eventuali sorprese che possano venire fuori in fase di trivellazione del terreno».

Ma come sarà la struttura? A rivelarlo è l’ingegner Migliorati della Janson Bridging. «È un ponte di carattere modulare - ha detto Migliorati - che ha una portata di prima categoria, una larghezza utile della carreggiata di transito di 4,20 metri e una passerella pedonale esterna di 1,50 metri senza barriere architettoniche. Non è il classico ponte Bailey impalcato in legno e risulta esser meno rumoroso. La Janson Bridging ha montato strutture del genere sia per traffico pubblico, sia di cantiere in almeno un centinaio di contesti in tutta Europa. In Italia, ad esempio, nei pressi di La Spezia dopo il crollo del ponte sul Magra e a Belluno per l’accesso alla città, struttura che è in funzione dal 2008».

E a Frosinone come sarà? «Il contesto del viadotto - ha proseguito Migliorati - non presenta particolari complessità. Dovremo solo adottare per il montaggio la tecnica del varo a spinta. Normalmente, infatti, l’assemblaggio avviene in piano, ma essendo il viadotto esistente in pendenza dovremo adottare una tecnica a spinta, ossia partiremo dalla zona di valle e spingeremo la struttura verso la zona di monte. I moduli del ponte saranno assemblati in loco, nella zona di valle, su dei rulli di varo. Mano a mano che le parti saranno montate saranno spinte in avanti per avere lo spazio per il montaggio delle altre porzioni fino ad arrivare all’assemblaggio completo sui rulli posti sulla zona di monte». Lunedì, quindi, via alle operazioni con la speranza che possano andare avanti senza intoppi.