Chi abita nei pressi del cimitero, avrà sicuramente sentito parlare del cosiddetto “vincolo cimiteriale”, ossia una norma che vieta di costruire nuovi edifici o effettuare interventi urbanistici, in zone che si trovano a una determinata distanza dal cimitero.

Una legge del 2002 consente ai Comuni (previo parere favorevole della Asl) di fissare il vincolo cimiteriale a un raggio di 50 metri. La legge specifica che la riduzione del perimetro è ammissibile, solo qualora il cimitero sia separato dal centro urbano da strade pubbliche - almeno di livello comunale - o da fiumi, laghi o dislivelli naturali. Le determinate condizioni si riscontrano tutte per il quartiere di Colle Cottorino e ciò rassicurava i cittadini. Tuttavia, prima del 2002, il limite era di 200 metri (come stabiliva un regio decreto del 1934), questo vuol dire che moltissime abitazioni o aziende nelle vie di Colle Cottorino ad oggi risultano abusive. Ovvio però, che considerato il grande volume di case presenti, l’obiettivo delle amministrazioni comunali è stato sempre quello di concedere una maxi sanatoria.

La soluzione del Comune

Nel 2009 l’Amministrazione Marini ha cercato di dare una svolta, deliberando in Consiglio un piano che recepiva le nuove disposizioni della legge del 2002, portando quindi, per la città, il perimetro dell’area di rispetto a 50 metri. Attraverso la delibera, si intendeva dare la possibilità ai residenti interessati di condonare.

Il no della Regione

Per gli abitanti di Colle Cottorino, il 5 luglio 2013 arriva una doccia fredda: la Regione Lazio esprime un parere sfavorevole alla delibera dell’Amministrazione Marini, che quindi diviene non effettiva. I cittadini del quartiere, da quel momento, sono venuti a trovarsi di nuovo in condizioni di irregolarità.

Secondo la Regione, pur essendo valide le modifiche che la legge n. 166 del 2002 ha apportato a quella del 1934, la riduzione del perimetro è ammessa solo per opere di interesse pubblico, e non per opere residenziali. Così infatti si legge nel documento della Pisana: «La locuzione “attuazione di un intervento urbanistico” non può essere interpretata estensivamente fino a comprendervi ... anche l’edilizia residenziale privata». Con tali divieti, le persone che abitano a Colle Cottorino non hanno il permesso di fare eventuali lavori di ristrutturazione o ampliamento delle loro case, né possono contrarre dei mutui, e di fatto le loro abitazioni restano qualificate come “non abitabili”.

Il disagio della popolazione

Noi con alcuni abbiamo parlato, e la tristezza che li attanaglia quando si parla del tema è palese. C’è chi ha raccolto delle firme attraverso cui vuole far valere le proprie istanze, c’è chi ha cercato di contattare gli assessori, e chi ha lanciato proposte all’Amministrazione. In sostanza, la principale richiesta dei cittadini coinvolti è che il Comune riesca a venire a capo della faccenda, arrivando a un’intesa con la Regione Lazio. A detta loro, ci sono già dei Comuni in Emilia Romagna che hanno concesso l’edificabilità ai privati all’interno del perimetro del vincolo cimiteriale e, comunque, sottolineano che il quartiere è ormai troppo sviluppato e densamente abitato per poter essere lasciato in uno stato di precarietà. La preoccupazione di questi cittadini è evidente, perchè temono che da un momento all’altro la propria permanenza nel quartiere possa essere messa a repentaglio e attualmente, con l’insorgere del rischio sismico, vorrebbero presto provvedere a degli interventi di mesa in sicurezza.

Ad oggi, sviluppi concreti non ce ne sono. I cittadini di Colle Cottorino hanno dichiarato che continueranno a battersi e hanno rivolto un appello al sindaco Nicola Ottaviani, sperando che prima o poi le istituzioni risolvano la questione nel miglior modo possibile.