Cerca

Il presidente del Frosinone a 360°

Patron Maurizio Stirpe tra passato, presente e tanto futuro

«L'obiettivo è chiaramente la salvezza. Se non dovesse arrivare non sarebbe un dramma. L'importante è non ripetere gli errori del passato»

maurizio stirpe

Il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe

C'era attesa per la conferenza stampa che il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, ha tenuto ieri mattina all'interno della Guest Area del "Benito Stirpe". Soprattutto per conoscere il successore di Fabio Grosso sulla panchina giallazzurra. Diciamo subito che da questo punto di vista è andata delusa, dal momento che a precisa domanda il patron del Frosinone ha precisato che «fino a qualche giorno fa il nostro allenatore era Grosso. Premesso che bisogna avere rispetto della sua decisione, aggiungo che non sono due o tre giorni di ritardo che possono influire sul futuro della società che non nutre alcun risentimento. Stiamo vagliando la situazione. Abbiamo un elenco di tecnici che avevamo già in una lista e verranno sentiti dal direttore Angelozzi. Non sono nella condizione di aggiungere altro ma vi garantisco che non ho segreti».

In precedenza aveva anche svelato l'identikit del successore di Grosso precisando che «dovrà darci una mano per continuare il nostro percorso che sarà ancora quello di arrivare al risultato attraverso il gioco anche in un campionato molto più difficile della Serie B. L'importante per noi è divertirsi e fare divertire la gente sugli spalti oltre che valorizzare chi non lo è stato ancora». La parte iniziale della conferenza stampa il presidente Stirpe l'ha dedicata alla ventennale gestione al timone del club. Due le fasi iniziando dall'anno zero per arrivare, dopo la prima promozione (dalla C2 alla C) ai cinque campionati di Serie B conclusisi con la retrocessione. Quindi gli altri dieci anni nel corso dei quali sono state conquistate altre quattro promozioni (una dalla C alla B e tre dalla serie cadetta alla A), cominciando a valorizzare il settore giovanile e a promuovere allenatori e calciatori che provenivano da quel settore.

«E soprattutto abbiamo rivisto un concetto – ha precisato il presidente Stirpe – che era quello di arrivare al risultato giocando bene. Un concetto che con Grosso ha acquistato anche una continuità importante». Quello che è successo nella stagione che sta per concludersi non poteva essere messo in preventivo ma «ha ancora più accelerato il processo di profondo risanamento già in atto… ». Maurizio Stirpe ha poi spostato il discorso sulle prime due promozioni in A e lo ha fatto con dovizia di particolari. Non è possibile per noi seguirlo nella sua completa esposizione anche quando parla di errori commessi e da non ripetere, dei tanti successi conquistati dietro i quali ci sono tanti collaboratori che il presidente ha ringraziato senza lasciarne fuori alcuno. Concludendo sul percorso degli ultimi dieci anni Maurizio Stirpe ha precisato che alla fine sono sempre i numeri a indicare che il percorso effettuato dimostra «che possiamo stare tra i professionisti in maniera dignitosa. Quando poi la capacità e la competenza toccano livelli molto alti, allora si possono verificare delle piacevoli sorprese quali quelle dell'ultimo campionato.

Il grande rifiuto
Il presidente ha affrontato il "caso Grosso" iniziando dal pomeriggio della premiazione del Comune con le benemerenze della cittadinanza onoraria a giocatori, tecnici e dirigenti. Finita la cerimonia il patron ha invitato a cena Angelozzi, il direttore organizzativo Doronzo, un'altra figura importante, Grosso e il suo secondo Morrone. Dopo avere esposto il programma ha invitato tutti a pensarci su prima di dare una risposta, concedendo come tempo massimo la fine della prima settimana di giugno perché «al Frosinone – ha precisato Stirpe - deve restare sempre e solo chi è convinto di restare. Angelozzi e Doronzo mi hanno risposto prima del tempo in modo affermativo. L'allenatore invece non mi ha risposto entro il 9 giugno ma il 14 sera mi ha inviato un sms molto garbato, nel quale ha ripercorso la bella esperienza che abbiamo avuto comunicandomi che non se la sentiva più di proseguire. I motivi non me li ha detti, ma nemmeno io li ho voluti sapere. Una decisione che va rispettata. Quello che il tecnico è riuscito a fare nel Frosinone merita ogni onore. Ci ha regalato un risultato che avevamo messo in preventivo per il prossimo anno. Quindi è giusto voltare pagina senza alcun risentimento o polemica».

Obiettivi
Mantenere la categoria con grande dignità per fare parlare ancora del Frosinone in termini positivi sempre nell'ambito di un progetto di sostenibilità economica finanziaria da rispettare. «La proprietà investirà solo per le infrastrutture che riteniamo una condizione significativa che ci permetterà di restare tra i professionisti senza dipendere dalle sorti dell'azionista». Il presidente ha accennato anche all'Empoli come modello di riferimento, città come Frosinone, che ha dirigenti molto bravi e un settore giovanile di primo ordine. «Possiamo ambire ad avere un ruolo di questo genere, però siamo ancora indietro nel discorso delle infrastrutture». Secondo il patron del Frosinone, l'eventuale retrocessione non deve essere considerata come un dramma, né dal punto di vista economico-finanziario né da quello sportivo. Nemmeno un fallimento. Un fallimento sarebbe, invece, non sapere garantire il futuro. «Nel 2019 – ha precisato Stirpe - siamo andati molto vicino a quella situazione. La voglia di salvare la categoria a tutti i costi ci fece commettere purtroppo degli errori di pianificazione che guarderemo bene dal ripetere». Insomma, è stata la conclusione del patron del Frosinone «se non ci salveremo la responsabilità sarà tutta la mia, se ci salveremo il merito sarà di dirigenti, tecnici e calciatori». Il presidente del Frosinone ha, quindi, concluso: «Se abbiamo indossato un abito vuol dire che non potevamo permetterci di indossarne un altro». Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture e l'accentramento delle stesse nelle vicinanze dello stadio Stirpe avremo modo di parlarne nei prossimi giorni.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione