Luigi Bisignani, l’uomo che sussurra ai potenti, definito il manager del potere nascosto, non si è smentito e ha tracciato un affresco memorabile e realistico della stanza dei bottoni italiana. «Oggi in Italia il potere è Renzi – ha detto – ma ai tempi di Andreotti e Craxi non avrebbe avuto lo stesso ruolo». Anzi, probabilmente non avrebbe toccato palla. Per far capire a tutti come sia precipitata, nell’ex Belpaese, l’arte della politica, perfino dell’inciucio. Luigi Bisignani, nell’ambito della rassegna Incontri con l’autore (voluta e organizzata da Latina Editoriale Oggi e Ciociaria Editoriale Oggi), ha presentato il suo ultimo libro, “I potenti al tempo di Renzi”, nella splendida cornice del giardino dell’hotel Serapo, a Gaeta. A moderare il dibattito chi scrive, ad alimentarlo ed a renderlo effervescente Annalisa Chirico (scrittrice e giornalista di Panorama) e Alberto Di Majo (giornalista de Il Tempo). Un libro, quello di Bisignani, scritto insieme a Paolo Madron, con la formula dell’intervista per rendere più “appetitosi” i retroscena, i dettagli e tutto quello che avviene nelle segrete stanze. Ma chi vincerebbe il campionato italiano dei lottizzatori, quella che si potrebbe definire la Coppa Cencelli? Bisignani è chiarissimo: «Per adesso due big democristiani della Prima Repubblica: De Mita e Fanfani. Se non fonde il motore, però, Renzi presto passerà in testa e li doppierà. Grazie a una tecnica straordinaria che si ispira a un antico proverbio toscano: del maiale, così come del potere, non si butta via niente».
La platea, attentissima, ride e applaude, perché il mix vincente del Bisignani scrittore è proprio questo: leggerezza della forma e serietà degli argomenti. Ma come giudica lo scrittore questa sua seconda vita professionale, lui che viene indicato come il vero guru del potere, lui che non perde occasione per citare Andreotti? Bisignani spiazza tutti e dice: «Risorgere dalle proprie ceneri è una forma sublime di potere. Ma non puoi farcela senza una grande fede. Come Andreotti». Poi rivela: «Tanti intrighi di Palazzo sono casuali e poi vengono strumentalizzati. Nacque in questo modo, per esempio, il caso Gladio. Oggi a fare la differenza sono i cerchi magici: quello di Berlusconi, quello di Renzi, quello di Salvini. Perfino Papa Bergoglio ha una sorta di cerchio magico». Quindi continua: «Però proprio i cerchi magici sono la prova della debolezza della politica. Basta vedere i dibattiti parlamentari, spazzati via a colpi di “fiducia”. Il Patto del Nazareno? È stato Berlusconi a tradire Renzi, ci sono dieci testimoni “veri” che confermano questo assunto. Però i due si piacciono da morire politicamente, il feeling continuerà sotto altre forme». Un potente dei nostri tempi è pure l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Di lui Bisignani dice: «Dietro la signorilità siciliana si nasconde un giurista che non ama affatto mediare. I presidenti della Repubblica si giudicano dopo qualche mese, prima devono prendere confidenza con il cerimoniale. Ricordate Cossiga? Ho l’impressione che da Mattarella il premier Renzi avrà più di qualche sorpresa». Ma quanto e come è cambiato il potere in questi anni? «Tanto. Nella Prima Repubblica c’erano dei ristoranti (uno su tutti: “Da Fortunato”) dove si decidevano i destini politici del Paese. Oggi a far cambiare tutto sono state l’informazione e la tecnologia. Una foto in tempo reale sui siti la temono tutti. Ma gli “inciuci” si fanno comunque, in altri luoghi. Renzi, per esempio, organizza gli incontri più importanti nel suo appartamento di Palazzo Chigi». La classe politica italiana è ancora potente? Luigi Bisignani non esita: «In Italia il potere vero non c’è più. Oggi si decide a Bruxelles, decidono le banche».
Ma il prossimo libro si intitolerà “I potenti al tempo di Grillo e Salvini?”. Luigi Bisignani si smarca con la stessa facilità di Messi: «Non scriverò un altro libro». Sarà così? Da Bisignani è lecito aspettarsi qualunque sorpresa...