Mascherine in marmo di Carrara per aiutare i profughi. Circa 70 milioni le persone che nel mondo vivono nei campi profughi. Inermi di fronte alla pandemia. Bisognose di aiuto urgente. Da qui l'idea dell'artista Athar Jaber (nato in Italia da genitori iracheni, da anni residente in Belgio) di creare dieci sculture-mascherine in marmo bianco di Carrara, la cui vendita andrà a finanziare l'operato dell'Agenzia delle Nazioni Unite nella gestione dei rifugiati, in particolare nell'attività di approvvigionamento di scorte salvavita a favore delle persone meno privilegiate del pianeta.

Nella realizzazione delle sculture l'artista è coadiuvato dalla giovane Sara Terpino, in arte Luthien, di Vico nel Lazio, la quale si è laureata all'Accademia di Belle Arti di Frosinone e attualmente vive in Belgio, ad Anversa. Ovviamente le mascherine di Jaber e Luthien non hanno di per sé la proprietà di proteggere dal rischio del contagio, ma possono contribuire a farlo attraverso il loro acquisto. Attraverso l'arte, aiutare chi è profugo e non ha casa: é un'idea che si fa meravigliosamente concreta. Per contattare l'artista Jaber: mail@atharjabrr.com. Per Sara Terpino un bel tassello della sua giovane carriera e di certo anche un vanto per il piccolo paese e la sua famiglia.