Un'altra giornata senza morti a Roma, sale di terapia intensiva sempre meno affollate e curva dei contagi in discesa. La Regione Lazio ha molti motivi per concentrarsi davvero e bene sulla "fase 2", dal momento che l'emergenza Coronavirus appare sotto pieno controllo e le uniche preoccupazioni arrivano dalle situazioni in alcune Rsa delle varie province che mostrano ancora casi in salita.

«Abbiamo registrato – spiega l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato – 85 casi di positività e la continuazione di un andamento stabile sotto i 100 casi al giorno con un trend all'1,5%. Aumentano i controlli sulle Rsa e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 534 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. Entro maggio saranno selezionati i primi volontari per la sperimentazione del nuovo vaccino per il Covid-19 e Roma e l'Istituto Spallanzani sono in prima linea in questo progetto di ricerca. È una sfida molto ambiziosa, ma siamo pronti e siamo l'unica Regione ad aver investito sulla sperimentazione per il vaccino.

Nella Asl Roma 1 prosegue l'attenzione sulla situazione dell'Ateneo Salesiano dove è in corso l'indagine epidemiologica, mentre sono in fase di trasferimento da parte della Asl Roma 2 i casi negativi tamponati dall'Hotel Capannelle verso i luoghi dove erano ospitati. Si amplia la forbice tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (20.123) e coloro che sono entrati in sorveglianza (11.102) di circa 9.000 unità. Per quanto riguarda i guariti si registra uno dei maggiori incrementi con 71 unità nelle ultime ventiquattro ore e un totale di 1.347. I decessi sono stati due».

In questa settimana la Regione Lazio renderà noti i risultati del lavoro di "Lazio Sicuro", ossia l'iniziativa per la cosiddetta "fase 2" coordinata dal vicepresidente Daniele Leodori. Si tratta di una serie di misure, alcune generali, altre specifiche per settore produttivo, che saranno obbligatorie nel Lazio a partire dal 4 maggio. La questione di più difficile soluzione è senza dubbio quella del trasporto pubblico: c'è molta attesa per capire quale ricetta sarà proposta dalla Regione.

Garantire il distanziamento sociale sui mezzi pubblici non sarà facile e questo rappresenta senza dubbio un problema di non poco conto per la "fase 2". Si pensa a marker sui pavimenti per segnare la posizione da mantenere e ingressi scaglionati. Le prime prove effettuate a Roma, non in orari di punta, hanno però mostrato come si venissero facilmente a formare assembramenti e lunghe file prima di accedere alla metro. Non sarà facile trovare un valido compromesso.