Notti brave nonostante la quarantena. Musica e rumori molesti sotto i palazzi in centro. I ragazzi, che non possono uscire a causa delle restrizioni dovute all'emer genza sanitaria, stanno trovando modi "alternativi" per trascorrere del tempo insieme a volte trasgredendo alla regole. Così non è cosa insolita che i giovani si ritrovino in gruppetti nelle strade tra i palazzi del centro per fare due chiacchiere, bere una birra e ascoltare musica. Senza mascherine, distanze di sicurezza e alzando i toni un semplice incontro tra amici si trasforma in un bel guaio.

Proprio nella sera tra venerdì e sabato un gruppo di ragazzi si è ritrovato in una strada del centro, "nascosti" da cortili e dal buio, hanno dato vita a una vera e propria festa. «Le risate non sono un problema ha spiegato un'anziana residente siamo tutti un po' stanchi di restare a casa e, se qualche ragazzo vuole incontrare gli amici o i vicini per scambiare due parole non è un crimine. Ma quando il volume della musica diventa insostenibile, si sentono bottiglie di vetro gettate a terra e il rumore copre le risate allora non va bene».

Era circa mezzanotte quando i lampeggianti delle forze dell'ordi ne hanno illuminato la stradina del centro.
I ragazzi hanno cercato di giustificarsi, hanno detto che le birre non erano le loro. Ma la circostanza era piuttosto ovvia. Si sono alzati anche un po' i toni e la discussione rimbombava nel vuoto, e i vicini, qualcuno dei quali deve aver chiamato la polizia, hanno osservato la scena da dietro le finestre. I ragazzi continuavano a far valere le "loro" ragioni spiegando che di giorno nei cortili ci sono diverse persone e bambini. Gli è stato sottolineato che i bambini a prendere aria in cortile possono scendere, cosa diversa bere birra e ascoltare musica a volume alto di notte e in strada. Sanzioni per i giovani festaioli che, amareggiati, hanno dovuto interrompere la loro serata.