Il nome è "sportello antiviolenza" ma, in sostanza, sono donne che aiutano altre donne, volti e voci tangibili. E in emergenza coronavirus è sufficiente comporre un numero. Specie laddove il dramma vive nel dramma perché la quarantena ha peggiorato parecchie situazioni e ne ha scoperchiato altre. Ma il dolore non può rimanere sepolto tra le mura domestiche, ecco perché le volontarie dell'associazione "Tutela i tuoi diritti", con a capo con l'avvocato familiarista Roberta De Feo, continuano a lavorare. E hanno piuttosto aumentato gli strumenti ai quali le mogli o le compagne in affanno possono aggrapparsi.

Il centro antiviolenza non ha mai smesso di funzionare. Come vi siete organizzate?
«Abbiamo deciso di sospendere gli appuntamenti nella sede in piazza Diamare al fine di contribuire a una compiuta attività di prevenzione alla diffusione del Covid19, riorganizzando la prassi dell'accoglienza.
Tutto il team dello sportello antiviolenza, sin da subito ha risposto l'avvocato Roberta De Feo si è reso disponibile a c o lloqui di supporto telefonici, videochiamate, informazioni e sostegno via mail, messaggistica whatsapp e, cosa più importante, semplici telefonate alle utenti già seguite per far sentire la nostra vicinanza e sostegno».

Le telefonate sono aumentate o diminuite? E perché?
«Registriamo un aumento delle richieste perché l'obbligo di restare in casa esaspera gli animi, incrementa le discussioni e rende ancora più impossibile e dolorosa la convivenza.
Dati alla mano, abbiamo mediato per l'ingresso in strutture protette per donne, abbiamo risentito donne che ci avevano solo chiesto informazioni ovvero spiegato ad altre le attività di uno sportello, abbiamo intensificato i contatti con le donne già seguite.
Tutto ciò perché l'emergenza sanitaria ha frenato e bloccato le abitudini, il lavoro e la vita sociale ma non anche la violenza».

Quale fenomeno avete osservato?
«Siamo coscienti che, in questi giorni, la paura e la solitudine hanno avuto la meglio su molte donne.
A livello nazionale si è registrato un forte incremento delle richieste di aiuto. Di questo incremento, a ben vedere, solo una bassa percentuale riguarda le nuove richieste di aiuto. Questo ci suggerisce che ancora tanto vi è da fare. Ben vengano le campagne antiviolenza attivate in questi giorni che noi sosteniamo ma, ancor più di più, continuiamo a promuovere l'idea che solo abbattendo le barriere culturali e della diffidenza si potranno ridurre i numeri della violenza.
È necessario denunciare e rivolgersi a professioniste serie e del settore che, accompagnando le donne nel loro percorso, possono indicare loro la via per uscire dal baratro».

In questo periodo è aumentata o diminuita la consapevolezza delle donne? E che cosa prevedete per la fase due?
«Ci ha contattato una signora sposata da tantissimi anni con un uomo violento. Ha maturato in questi giorni la decisione di "riprendere a vivere", queste le sue parole! Ciò significa che i già pochi spazi di uscita e libertà che oggi si sono ristretti se non azzerati, hanno aumentato il livello di consapevolezza delle donne non solo circa il pregiudizio alla propria incolumità psico-fisica, ma anche rispetto ciò che hanno capito di meritare ovvero rispetto e serenità. Pertanto, con le dovute cautele e applicando tutti i sistemi di protezione e sicurezza previsti, è necessario riprendere al più presto tutte le attività, riorganizzandole e se necessario, intensificandole».

Un appello che senti di fare alle donne...
«In questi giorni di isolamento forzato abbiamo ricevuto dalle mostre amiche-utenti tante riflessioni.
Abbiamo così pensato di pubblicarli sulla nostra pagina facebook "Sportello Antiviolenza Cassino" dando vita alla rubrica "Il coraggio di essere libere" che invitiamo a leggere. Trasformiamo il messaggio di speranza di una donna che ha vinto la sua battaglia, in appello per tutte le altre: «Ho passato un lungo periodo chiusa in vortice più grande di me, stalkerata giorno e notte, chiusa in casa, non vedendo la luce della mia libertà ma pensando solo alla stessa frase "è colpa mia". No, care donne, l'unica colpa è quella di giustificare chi dice di amarci! No, no, no, la nostra libertà, la nostra vita, il nostro modo di essere è il dono più prezioso! Anche questo momento difficile che stiamo attraversando, non dovrà fermarci, unite e insieme possiamo farcela».
E ancora: «Spero che questo messaggio possa essere utile per le tante donne che hanno perso la fiducia e la speranza di una vita migliore. Ricordiamo il nostro numero attivo h24: 3667173384 e la possibilità di contattarci tramite la nostra pagina Facebook "Sportello Antiviolenza Cassino" oppure tramite mail tutelaitupodiritti@hotmail.com».

Un presidio permanente fatto di tante opportunità.
Una piena volontà di tendere la mano, di non lasciare sola alcuna donna e il desiderio di trasformare una telefonata in un aiuto concreto e nella possibilità di ridare la "vita" a chi ha vissuto la violenza domestica.
Sono donne che aiutano altre donne, una rete fatta di sostegno, vicinanza, competenza per poter aiutare mogli e conviventi ad afferrare quella "mano" e a uscire dal guado dove sono impantanate. Per se stesse, in primis, ma anche come esempio per l'intera comunità.