Un progetto industriale, urbanistico e allo stesso tempo sociale che rivoluzionerà e rilancerà il territorio.
L'alta velocità in provincia di Frosinone da chimera diventa realtà e, tutto d'un colpo, i nuvoloni neri che si addensavano all'orizzonte del futuro dell'economia della provincia di Frosinone, iniziano a far filtrare una luce radiosa.

Perché, senza infingimenti, è inutile nasconderselo, gli investimenti economici, lo sviluppo e la riconversione industriale, i flussi turistici, l'appetibilità in generale di un territorio si possono veicolare, è proprio il caso di dirlo, solamente se si rientra nel circuito delle grandi vie di comunicazione che movimentano milioni di persone all'anno.

Ed ora, dopo l'autostrada del Sole negli anni Sessanta del secolo scorso, la linea ad alta velocità, che fermerà in Ciociaria, chiude il cerchio, facendo recuperare a Frosinone quel ruolo strategico fondamentale che ha sempre avuto nei secoli, come zona cuscinetto tra Roma e Napoli.

A dare l'annuncio di una operazione senza precedenti, sono stati ieri l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che hanno firmato, alla presenza anche del ministro ai trasporti e alle infrastrutture Paola De Micheli e all'assessore regionale alla mobilità, Mauro Alessandri, un protocollo di intesa per il rilancio del trasporto, dell'economia e del turismo nel Lazio.

L'intesa si inserisce nell'importante piano di investimenti da oltre 18 miliardi di euro del Gruppo Fs Italiane per il sistema economico e turistico del Lazio. In particolare, dei 18 miliardi di euro di investimenti 13 miliardi sono dedicati alle infrastrutture ferroviarie, 1,4 miliardi al trasporto ferroviario e 3,9 miliardi alle infrastrutture stradali. Circa 1 miliardo di euro è, invece, destinato a interventi di rigenerazione urbana e di riqualificazione delle stazioni. Il protocollo è anche parte integrante del piano di sviluppo del sistema di accessibilità turistica del Gruppo Fs Italiane.

Tempi e modalità
Si inizierà la prossima estate, a luglio, con l'instradamento di una coppia di treni al giorno ad alta velocità, ifamosi "Freccia Rossa", sulla tratta Cassino Frosinone Roma. All'altezza di Sgurgola e di San Vittore del Lazio i convogli passeranno sulla linea tradizionale per fermarsi nel capoluogo e a Cassino, subendo un "rallentamento", rispetto ai normali tempi di percorrenza, stimato in 18-21 minuti. Alle 6.03 si potrà prendere il "Freccia Rossa" a Cassino, partito alle 5.23 da Napoli, per stare a Frosinone alle 6.32 e a Roma alle 7.15: 41 minuti per arrivare nella Capitale dal capoluogo e un'ora e dieci minuti da Cassino, con la possibilità di poter poi proseguire verso Firenze, Bologna e Milano.

Un indubbio vantaggio se si considera che oggi, nelle migliori delle ipotesi, chi vuole andare a Milano con il tav, deve raggiungere in auto Roma Termini dalla Ciociaria o arrivare con un altro treno alla stazione di piazza dei Cinquecento, mettendoci praticamente lo stesso tempo che ci vuole per andare da Roma a Milano.

Lo stesso accade per la tratta inversa: il "Freccia Rossa", proveniente da Milano, parte da Roma Termini alle 17, ferma a Frosinone alle 17.41 e a Cassino alle 18.10 per giungere a Napoli centrale alle 18.52.
In estrema sintesi: 41 minuti per arrivare a Roma da Frosinone e viceversa, 27 minuti per coprire il percorso tra Frosinone e Cassino, un'ora e dieci minuti per la tratta Roma Cassino e un'ora e sette minuti per quella Frosinone Napoli, 40 minuti per arrivare a Napoli da Cassino.

Poi, il progetto più ambizioso: la nuova stazione per l'alta velocità alla periferia di Frosinone (per la quale si è in fase di avvio del progetto), tra il capoluogo e Ferentino, che consentirà una consistente riduzione dei tempi di percorrenza rispetto all'automobili di 50 minuti verso Roma e di 80 minuti verso Napoli.

Una stazione "passante", come viene definita in gergo tecnico, perché sorgerà sull'attuale linea ad alta velocità e non necessiterà dello switch sulla linea "vecchia" e permetterà di recuperare quei 18-21 minuti che si perderanno in prima battuta, quando i treni ad alta velocità inizieranno a fermare nel capoluogo e a Cassino. L'infrastruttura, che verrà costruita a 800 metri dal casello autostradale di Ferentino e a meno dieci chilometri da quello di Frosinone, sarà dotata di un nodo di scambio gomma-ferro.

Il progetto globale prevede anche la riqualificazione di 88 stazioni tra cui 5 della provincia di Frosinone: Anagni-Fiuggi, Frosinone, Cassino, Roccasecca e Ceccano. In soldoni tutto ciò si tradurrà in un milione di persone che potranno raggiungere il territorio, in 7.000 nuovo addetti e quindi posti di lavoro, e, cosa forse più importante, in un punto di pil in più per l'economia provinciale.

L'hub Frosinone
Una delle parti più interessanti è rappresentata dal nuovo hub della mobilità della città di Frosinone e dalla grande operazione di riqualificazione urbanistica del quartiere Scalo con il rifacimento completo dell'attuale stazione. Qui i lavori inizieranno in autunno.
Nell'arco di 36 mesi sono previste diverse opere di rigenerazione (alcune a carico del Comune, altre a carico di Rfi per un totale stimato di circa 25.000.000 euro di cui circa 15.000.000 euro di Rfi) che cambieranno il volto della zona Kambo e della stazione ferroviaria.

Dalla realizzazione di un nuovo sovrappasso che permetterà di avere un altro punto di accesso e che collegherà la zona nord con quella sud della stazione alla realizzazione di una nuova area di sosta fino alla riqualificazione e pedonalizzazione del piazzale Kambo con nuove funzioni per gli edifici storici presenti. Come quelli denominati ex Stefer che nell'idea, dopo essere rientrati in possesso del Comune, diventeranno un polo in cui sarà anche possibile valorizzare memoria storica e prodotti enogastronomici.

Nel progetto, tra le opere previste, ci sono anche una nuova area di sosta breve per taxi, stalli per biciclette e colonnine per ricaricare auto elettriche. L'amministrazione Ottaviani ha avviato un'iniziativa di rigenerazione urbana che comprende lo scalo ferroviario e le aree limitrofe finanziata per un importo di circa 18.000.000 euro (una parte dei quali proprio per il progetto congiunto con Rfi) a valere sulle risorse del bando delle periferie. In particolare tra gli interventi ammessi è incluso quello di riqualificazione e pedonalizzazione di piazzale Kambo, con la realizzazione di una mega piazza rinascimentale di 10.000 mq, e il riuso dell'area denominata ex Frasca, posta oltre il fascio binari, destinata a diventare un parcheggio di interscambio con 400 posti auto, per garantire una più idonea alternativa di accesso ai servizi ferroviari dal settore sud-est della città.

Il potenziamento dell'accessibilità, dell'integrazione modale e dell'attrattività delle stazioni sono parte fondamentale della strategia. Il nuovo concept di stazione punta a svilupparne pienamente il potenziale di nodo trasportistico e di polo di servizi,contribuendo al loro sviluppo sostenibile. Fattore chiave è la sinergia tra i diversi soggetti per una valorizzazione delle competenze e delle risorse economiche. Senza dimenticare che, a meno di un chilometro, poi, sorgerà nell'area ex Permaflex, attaccata al casello dell'A1, una zona a servizi con superfici commerciali e molto altro che sarà un polo attrattivo formidabile per tutto il centro-sud. Alla luce di ciò si comprende ancora di più quanto l'inserimento del Frusinate nel progetto alta velocità sia una risorsa irripetibile e una opportunità incredibile di sviluppo per la città e la provincia.