Se c'è un dato certo emerso nella conferenza stampa di ieri alla Regione quello riguarda il fatto che per la prima volta, tra qualche mese, un convoglio dell'alta velocità uscirà dal suo tracciato per fermarsi prima a Cassino e poi a Frosinone, o viceversa, da quando, tra gli anni ‘90 e i primi del nuovo secolo, fu costruita e inaugurata dalle Ferrovie dello Stato quella direttrice il cui primo cantiere fu aperto proprio in Ciociaria, a Sgurgola, nel 1994.

A ventisei anni da quell'opera che tagliò in due il nostro territorio, ecco l'annuncio che, in questo momento, potrebbe ridare slancio a una provincia alle prese con l'emergenza del virus ma già provata da decenni di impoverimento, disoccupazione e gravi ritardi infrastrutturali. Il via a quello che per adesso è solo un protocollo d'intesa verrà dato con un prima fase sperimentale nella quale due treni veloci verranno instradati da Napoli verso nord e da Roma verso sud sulle stazioni di Cassino e Frosinone. Da qui senza scendere si potranno raggiungere al mattino, oltre a Roma, tutte le stazioni del nord. Allo stesso modo, nel treno del pomeriggio, si potrà raggiungere Napoli in meno di un'ora.

Si parte con questa sperimentazione per arrivare poi alla valutazione di fattibilità e al progetto che potrebbe consentire la realizzazione di uno scalo a Ferentino.
Per i contraenti dell'accordo di ieri, pur nelle insidie nascoste nel linguaggio enigmatico di certi annunci, c'è ora la necessità di centrare l'obiettivo massimo: la costruzione di questa fermata intermedia tra Roma e Napoli. Servirà a Nicola Zingaretti per tentare di riconfermare la sua maggioranza alla guida della Regione. Diventerà un obiettivo (anche di cuore) per Gianfranco Battisti, il manager di Fiuggi legatissimo al suo territorio, che negli anni ha costruito il successo dell'alta velocità e dunque dell'azienda della quale è diventato poi amministratore delegato.

Questa vicenda, infine, apre uno squarcio tra le nubi che si addensano ora sul nostro futuro. Tra le poche speranze per una ripartenza ci sono gli investimenti per le opere pubbliche infrastrutturali. Con "alta velocità" che nel caso specifico significhi tempi compressi, decisioni rapide e poca burocrazia.