Una notte terribile, di quelle da cancellare, di quelle da rivivere per fare le cose in modo diverso. Per trattenere un amico dieci minuti in più, per chiedere a un figlio di restare a casa, per fare qualsiasi cosa pur di evitare che Lorenzo si trovassi lì, a quell'ora,in quel punto.

Lorenzo Saggese è morto due anni fa, era notte, una bella serata primaverile che il trentenne aveva trascorso in compagnia degli amici tra un aperitivo, una cena e quattro chiacchiere. Poi il saluto, era stanco e voleva tornare a casa, Lorenzo è salito sul suo scooter ma a casa quella maledetta sera non ci è mai arrivato.

L'impatto all'incrocio tra via Verdi e piazza Green, una caduta tanto stupida, quanto fatale. La corsa disperata in ospedale, l'ambulanza correva e la sirena suonava, il Pronto soccorso del Santa Scolastica si riempì, decine di persone, amici, parenti e semplici conoscenti corsero a vedere, per sapere cosa si poteva fare.

Sui cieli di Cassino l'eliambulanza, lo avrebbe dovuto portare via. Lorenzo, che pure era un giovane guerriero, non ce la fece, l'elicottero ripartì vuoto, portando via un futuro tutto da costruire.

In memoria di Lorenzo è nata un'associazione, i suoi amici hanno voluto ricordarlo così, continuando ad operare nello sport, nel sociale, organizzando eventi e in ognuna di queste iniziative c'è un po' di Lorenzo.
Il suo amore per il calcio,il suo spirito goliardico nelle serate tra amici e quella voglia di fare per il prossimo.

Al fianco di questa grande "famiglia" ci sono i genitori che, a causa dell'emergenza sanitaria, non potranno neanche far celebrare una messa in sua memoria.
Il sorriso luminoso di Lorenzo non si spegnerà mai, ha seminato amore e ora si raccolgono i suoi frutti.