La lettera di Daniela Caciolo, pubblicata sul quotidiano La Repubblica, ha squarciato il colpevole silenzio dei più su un tema tanto serio quanto delicato: la situazione dei giovani con disabilità ai tempi del coronavirus. Daniela Caciolo, fin dal concepimento del piccolo Nicolò ha dimostrato grinta e coraggio sostenuti dall'immenso amore verso il suo cucciolo. Anagnina purosangue, trasferitasi da qualche anno nella Capitale per poter seguire più adeguatamente Ninì, ci ha confidato: "Il mio pensiero è che in un momento come questo bisogna pensare a ripristinare, sebbene con tutte le cautele, le terapie dei disabili che stanno regredendo senza scuola e interventi riabilitativi.

Che i decreti non stanno considerando i disabili. I bambini normodotati possono fare didattica via web ma non tutti i bambini con disabilità hanno le capacità di trarne giovamento. Serve che vengano considerati anche i disabili, specie se il periodo di interruzione di scuola e terapie sarà lungo. Rischiano una seria regressione. Per ora nessuno ha preso in considerazione questa cosa". Siamo tutti con lei, con loro!