L'attività sulla catena di montaggio dello stabilimento Fca di Cassino che produce le vetture a marchio Alfa Romeo riprenderà dopo il 13 maggio, giorno in cui termina il periodo delle nove settimane di cassa integrazione in deroga concessa dal Governo a marzo, a seguito cioè dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19. Ma da martedì prossimo i cancelli della fabbrica di viale Umberto Agnelli riapriranno e la produzione, seppur parzialmente, ricomincerà.

Nello specifico lavoreranno gli addetti alla componentistica del reparto presse. Non c'è ancora il timbro dell'ufficialità, che dovrebbe arrivare in giornata, ma la decisione appare scontata dal momento in cui ieri Fca ha comunicato che da lunedì 27 aprile riprenderà la produzione a pieno regime nello stabilimento Sevel in Val Di Sangro dove si produce il Ducato (attività che aspetta l'autorizzazione del prefetto). In totale, a Cassino, sono circa 300 gli operai che dovrebbero rientrare, quindi meno del 10% del totale. Ma la guardia sulla sicurezza resta comunque alta da parte dei sindacati.

"E' una buona notizia perché è la prova che Fca continua a lavorare ai lanci di prodotto che aveva annunciato prima dell'emergenza" commentano dalla Uilm, mentre più cauto è il commento dei metalmeccanici della Cgil. "La Fiom ritiene fondamentale l'applicazione dell'accordo sottoscritto con Fca. L'eventuale ripartenza della Sevel prima del 4 maggio è di fatto la partenza di più stabilimenti in più regioni, dalla Puglia al Molise alla Campania al Piemonte oltre a diverse aziende della componentistica situate non solo in Abruzzo. In tutti gli stabilimenti verificheremo e monitoreremo la concreta realizzazione delle linee guida e del Protocollo per ridurre al minimo il rischio di contagio. Chiediamo al Governo ed ai Ministeri coinvolti di avviare urgentemente un confronto per stabilire se vi sono le condizioni generali per la ripartenza della Sevel e di tutta la componentistica e comunque di realizzare un piano per garantire la salute e la sicurezza di tutte le lavoratrici ed i lavoratori sui territori interessati" spiega Michele De Palma.

Dalla Fim-Cisl Raffaele Apetino accende i riflettori su un'altra questione relativa sempre alla sicurezza, che non è strettamente legata alle fabbriche ma al trasporto dei lavoratori: "Anche la Fim Cisl ritiene indispensabile l'applicazione nella maniera più stringente del protocollo sulla sicurezza sottoscritto nei giorni scorsi con Fca, nonchè - precisa il coordinatore nazionale settore automotive Raffaele Apetino - necessario che la Regione Abruzzo si faccia parte attiva sulla questione dei trasporti, raddoppiando le corse da e per lo stabilimento al fine di garantire la distanza tra i lavoratori, elemento fondamentale per la sicurezza del lavoratore".