Dopo il brusco calo di immatricolazioni registrato in Italia, anche in Europa il mercato dell'auto va a picco.
Uno dei peggiori risultati è quello registrato dal marchio Alfa Romeo, questo significa che le maggiori contrazioni riguardano proprio i modelli prodotti nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano.

L'Associazione dei Costruttori di Auto di Europa rende noti i seguenti dati: le immatricolazioni di nuove auto in Europa del gruppo Fca sono crollate del 74,4% a marzo a seguito degli effetti della diffusione del coronavirus nel continente europeo. Nel primo trimestre, il calo è stato del 34,5%. A marzo le nuove immatricolazioni sono state 27.326 dalle 106.893 di marzo 2019 mentre nel primo trimestre il dato è sceso a 170.327 dalle 260.016 unità dei primi 3 mesi del 2019.
A marzo, nei singoli marchi del gruppo Fca, il calo più ril evante è quellodel marchio Lancia (-91,5%) seguito dalla Alfa Romeo (-75,5%).  Nei primi 3 mesi del 2020 il calo più forte è stato proprio quello della Alfa Romeo (-44,6%), ovvero delle vetture prodotte nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano.

E tra dieci giorni arriveranno anche i dati relativi alle immatricolazioni del mese di aprile in Italia: si profila un azzeramento quasi totale. I cancelli dello stabilimento di Cassino che produce le vetture a marchio Alfa sono infatti chiusi dalla fine di marzo e riapriranno il 13 maggio. I sindacati chiedono però che si possa rientrare con le dovute misure di sicurezza. Mascherine, misurazione della temperatura all'ingresso degli operai, gel igienizzante ad ogni angolo della fabbrica, distanziamento sociale, stop alle pause collettive e sanificazione degli ambienti sono solamente alcune delle misure previste per evitare che qualcuno si ammali.

Ma il problema potrebbe presentarsi anche fuori dalla fabbrica. Tra le migliaia e migliaia di dipendenti dello stabilimento Fca ci sono infatti tantissimi pendolari che viaggiano in autobus per raggiungere il posto di lavoro.
«Più delle otto ore nello stabilimento - mettono già in guardia i sindacati ancor prima che avvenga la riapertura - preoccupa il tempo trascorso sui mezzi pubblici. La Regione e le aziende di trasporto pubblico riusciranno a garantire il fatto che non ci sia sovraffollamento?»