Anche i sacramenti vanno in... quarantena. Si avvicina il consueto periodo delle prime comunioni, delle cresime, ma anche dei matrimoni. La primavera e l'estate segnano la fine di molti percorsi di preparazione con il catechismo e i corsi prematrimoniali e, solitamente, ogni domenica sono diverse le cerimonie. Tra maggio e giugno centinaia di bambini vestiti di bianco invadono le chiese di Cassino e del Cassinate. Quest'anno però, a causa dell'emergenza sanitaria, tutto è incerto. Mentre i piccoli, grazie all'impegno costante dei catechisti e dei parroci, hanno proseguito i corsi con indicazioni e compiti da svolgere a casa, i grandi hanno deciso, nella maggior parte dei casi, di rimandare le nozze, non senza dispiacere.

Matrimoni quindi niente, nessuno ne è stato celebrato e solo un paio in tutto il territorio sembrerebbero essere invece confermati, ognuno ha le proprie motivazioni. In generale l'impossibilità di poter festeggiare con parenti e amici, di poter trascorrere una giornata indimenticabile in una struttura allestita per l'occasione, rende facile la scelta più difficile.
Per le principali chiese di Cassino, San Giovanni, S. Antonio, S. Pietro, concattedrale sono centinaia i bambini che attendono di ricevere il sacramento della prima comunione, don Nello Crescenzi, vicario della zona pastorale di Cassino, cerca di fare chiarezza:

«Non ci sono ancora indicazioni ufficiali, è chiaro che nell'impossibilità di celebrare messa tra i fedeli sembra difficile poter procedere con le comunioni. Sicuramente per i matrimoni c'è il permesso del decreto ma solo per sposi alla presenza dei testimoni, così come potrebbe essere per i battesimi. Per le cresime è necessaria la presenza del vescovo e proprio per cresime e comunioni solitamente in chiesa arrivano centinaia di persone. Si potrebbe ipotizzare più che un rinvio, la possibilità di fare dei turni con meno ragazzi. Sono solo ipotesi, c'è tutto da vedere, come andrà l'emergenza sanitaria, quali saranno le disposizioni che verranno predisposte nei prossimi decreti del Governo. Dovrà anche riunirsi la Cei. C'è da aspettare». In molte regioni hanno già rinviato tutto a settembre.