Un'azione «spregiudicata e temeraria» nel bel mezzo di una bufera sanitaria senza eguali. Dalle intercettazioni della Guardia di Finanza di Roma e del Gico il progetto delle mascherine dalla Cina da importare per far fronte alla richiesta della gara bandita d'urgenza da Consip per garantire l'approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature elettromedicali, grazie alle "conoscenze"(fabbriche in Cina) direttamente sul posto. Anche attraverso una seconda azienda, quando la prima viene esclusa.

Nelle conversazioni telefoniche c'è tutto il progetto di Antonello Ieffi, l'imprenditore di 42 anni arrestato giovedì all'alba nella sua abitazione di Cervaro.
Le accuse mosse dalla procura di Roma nei suoi confronti, quelle di turbativa d'asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Accuse dalle quali l'imprenditore cassinate, dalla vita piena di successi e guai giudiziari (compreso un rapimento a suo carico da parte dell'ex di De Rossi, Tamara Pisnoli) si difenderà assistito dall'avvocato Andrea Coletta. L'interrogatorio in remoto è fissato per martedì alle 10.

Sogno di un impero
«Ho un catalogo... stiamo facendo trovare prodotti introvabili» dice l'imprenditore in una delle conversazioni telefoniche con una persona con la quale tenta di tornare in pista dopo che la società Biocrea srl viene esclusa dal bando: Consip chiede spiegazioni dei ritardi, poi presenta una denuncia.

Nel bando di gara, l'aggiudicazione di produrre 24 milioni di mascherine chirurgiche (i primi 3 milioni da consegnare entro 3 giorni dall'ordine) era sottoposta ai tempi oltre che alla capacità di consegna. Quando le mascherine non arrivano, l'ispezione dell'Agenzia delle Dogane conferma i sospetti: il carico non c'era. una persona con la quale tenta di tornare in pista dopo che la società Biocrea srl viene esclusa dal bando: Consip chiede spiegazioni dei ritardi, poi presenta una denuncia.

Nel bando di gara, l'aggiudicazione di produrre 24 milioni di mascherine chirurgiche (i primi 3 milioni da consegnare entro 3 giorni dall'ordine) era sottoposta ai tempi oltre che alla capacità di consegna. Quando le mascherine non arrivano, l'ispezione dell'Agenzia delle Dogane conferma i sospetti: il carico non c'era. do in Italia al pubblico a 0,82 centesimi la trifacciale. La farmacia la vende a 1.75 euro».

L'imprenditore sa che fare una gara a ribasso vuol dire poter abbattere la concorrenza e ottenere guadagni di rilievo: «Ho fatto a mia volta una gara al ribasso, cioè ho preso i nostri prezzi e li ho ribassati del 30%» si evince sempre dalle intercettazioni. «Quindi, gara base a... base asta di Consip... meno ciò che abbiamo abbassato noi, li abbiamo abbassati del 30%».

Se questo piano imprenditoriale «spregiudicato» come lo definisce il gip Savio riesce, all'imprenditore sa di ottenere un "margine" in più di 16 milioni: «Ho chiesto di diffondere questo in Cina... Che se ce la fanno, a quel prezzo, noi dovremmo avere circa 16 milioni in più...
di margine». «Le quantità un po' maggiorate, per il prezzo ribassato, viene 31 milioni cinque e ottantacinque e noi abbiamo, in teoria, già aggiudicato 50 milioni».

Secondo il gip Savio proprio la seconda società buttata in pista per cercare di tornare a produrre (e guadagnare) sarebbe un elemento in grado di indicare il rischio di recidiva: «Vistosi revocare l'aggiudicazione ottenuta fraudolentemente con Biocrea, Ieffi "cambia cavallo" partecipando con un'altra società ad altra gara pubblica bandita dalla stessa Consip e questa volta per più lotti, tra cui uno per camici per 62 milioni di euro, merce da consegnare in tempi stretti dagli 8 ai 15 giorni». E secondo i giudici, anche in questo caso cerca di estromettere una socia per i suoi precedenti.