È un tentato omicidio a Fiuggi il primo processo dell'era Covid-19 ad essere celebrato in via telematica nel tribunale di Frosinone. Il 24 aprile il gup Antonello Bracaglia Morante dovrà decidere, in videoconferenza, se rinviare a giudizio l'albanese accusato di aver sparato al suo ex datore di lavoro di 57anni il 4 marzo a Fiuggi.

A seguito dell'accordo tra la magistratura e l'Unione delle camere penali è stato stabilito che alcuni processi andranno celebrati nonostante lo stop e, per evitare assembramenti e il rischio contagio, si svolgeranno da remoto attraverso l'applicativo Teams, scelto dal ministero della Giustizia.

Saranno tutti dietro a un computer: il magistrato che presiederà l'udienza dal suo ufficio, il pubblico ministero che presenterà le sue richieste al gup, anch'egli da remoto. Come pure al pc saranno il difensore dell'imputato l'avvocato Giampiero Velluccie l'accusato, Adriatik Shehu, 44 anni, che parteciperà all'udienza da una stanza della casa circondariale di Frosinone.

L'albanese è imputato di tentato omicidio nonché di porto abusivo di un'arma clandestina, quella con matricola abrasa utilizzata per sparare all'indirizzo dell'ex datore di lavoro, ferito a una gamba. I due erano molto vicini. L'imprenditore era in auto quando l'albanese, secondo la ricostruzione dei carabinieri che lo hanno arrestato a Fiuggi, ha estratto la pistola e sparato due colpi.

Il datore di lavoro era riuscito ad allontanarsi e a dare l'allarme. L'albanese voleva la riassunzione per la necessità di lavorare per mantenere moglie, dalla quale è separato, e figli.