Un momento difficile, non solo per l'emergenza sanitaria in corso legata al Coronavirus, anche per i "guai" quotidiani. La vita va avanti e con lei tutte le sue
vicissitudini. Una delle tante storie è quella di una madre che ha il figlio venticinquenne ricoverato
all'ospedale San Camillo di Roma in attesa di un trapianto di cuore. La donna ha sempre lavorato
come poteva, disposta a tutto per la sua famiglia, ma in questo momento si è ritrovata senza lavoro a causa dell'emergenza Coronavirus, nessuno più le ha offerto occupazione.

Senza soldi, con tanta paura e angoscia: per lei era
diventato impossibile raggiungere la struttura sanitaria della Capitale. Ha cercato di trovare soluzioni, ha fatto il punto delle disponibilità economiche, poi, alla fine, si è vista "costretta" a chiedere aiuto ad amici e conoscenti per poter andare dal figliolo, che sembra essere appeso a un filo, a Roma.

Una madre fa quello che può, per i figli si priva di tutto, e quando proprio non ce la fa chiede e tende la mano sperando che dall'altra parte ci sia qualcuno a
stringergliela e a tirarla su. E così è andata, dopo aver chiesto con un po' di discrezione aiuto a conoscenti e vicini di casa si è messa in moto una macchina della solidarietà indescrivibile.

Si è mosso un intero quartiere, attraverso il Comitato San Giovanni-Vetiche -Fraschetti che ha fatto da tramite, e poi sono arrivati aiuti anche da zone più lontane del palazzo nel quale vive la signora. L'idea era quella di raccogliere un po' di soldi per permettere alla donna di acquistare il biglietto del treno e raggiungere il figlio al San Camillo, una cinquantina di euro, qualcosa in più.

Ma il cuore dei cassinati è grande e così altre madri, figlie, padri e fratelli si sono attivati e hanno
pensato a dare qualcosa di più, non solo soldi per il viaggio, anche un po'di spesa e generi di prima necessità per aiutarla ad affrontare questo momento difficile con maggiore serenità. Una goccia nel mare ma forte come uno tsunami. La mamma è riuscita a raggiungere il figlio e, quanto prima, si spera nel trapianto.