Si fa un gran parlare, da alcuni giorni, dell'ormai famosa "fase 2", quella, cioè, in cui con grande cautela si potrà far ripartite alcuni settori produttivi e poi, con gradualità e prudenza, anche le persone. Dopo il 13 aprile, stando a quanto trapelato, potrebbero riaprire alcuni piccoli settori produttivi legati all'agro-alimentare restando il resto in lock-out. Poi, dal 4 maggio in avanti, si inizierà a valutare quali altri settori far ripartire e se cominciare con un minimo e prudente allentamento delle restrizioni individuali per le persone. Tutto da valutare, ovviamente, in base all'andamento della curva dei contagi. 

Intanto, sui ragionamenti in corso, è arrivata la doccia fredda dell'Oms. Che ha chiaramente detto che "non è assolutamente il momento di allentare le misure" per sconfiggere il coronavirus. In particolare, lo ha affermato Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità, insistendo: "Anzi, bisogna raddoppiare e triplicare i nostri sforzi".

Dal canto suo Francesco Boccia, ministro per gli affari regionali - ospite di "Circo Massimo" su Radio Capital - ha dichiarato: "Ieri dopo giorni ho tirato un primo sospiro di sollievo, i numeri hanno iniziato a far vedere una luce, seppure fioca. Abbattuta la barriera dell'1, cioè ora ogni positivo contagia meno di una persona; dobbiamo arrivare a 0,5. Dobbiamo fare qualche altro sacrificio".