I numeri diffusi oggi dalla Protezione civile parlano di una diminuzione di tutti i parametri da settimane presi in considerazione. 

C'è tuttavia il dato sconfortante degli oltre 600 morti che anche oggi si contano e che dimostrano quanto ancora siamo lontani dall'uscita del tunnel. Comunque i dati di oggi costituiscono una bella iniezione di fiducia. In diminuzione i nuovi contagi, il numero di persone attualmente malate e i numeri di ricoverati, sia in terapia intensiva che fuori dalle terapie intensive.

I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile, inoltre, parlano di un aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) pari a sole 878 unità (ieri erano stati 1941).

Oggi sono ricoverati in terapia intensiva 3792 persone, 106 meno di ieri. Sono ricoverati con sintomi 28718 persone, 258 meno di ieri. In generale si tratta dell'aumento più basso dal 10 marzo scorso

Tuttavia, si sono affrettati a precisare in tanti, ciò non significa che si possa abbassare la guardia. Tutt'altro. Fonti ufficiose parlano, infatti, di un pressoché certo allungamento della quarantena e del "tutto chiuso" almeno fino al 4 maggio, data dopo della quale si potrà forse iniziare a pensare ad una "fase 2" in cui prevedere una progressiva ma lentissima riapertura di alcuni settori produttivi e commerciali, perché il rischio di recidive è molto alto. Come è altamente probabile che in autunno il coronavirus possa ripresentarsi. Quindi, la vera uscita dal tunnel si potrà avere solo con farmaci efficaci e con il vaccino.