La verità è che nessuno si fida più. E quindi c'è massima cautela perfino nell'analizzare la curva dei contagi. Però il dato di ieri ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai vertici della Asl. In primis al direttore generale Stefano Lorusso. I nuovi contagiati sono stati 18. In perfetta linea con il "plateau" quindi. Nell'ambito di un trend regionale per la prima volta al 3%. Ma una cosa appare chiara ormai: le cifre di questi giorni sono collegate al numero dei tamponi effettuati. E lo saranno ancora di più, almeno fino a giovedì. Non è infatti un caso che il manager Lorusso abbia cerchiato sul calendario proprio la data di giovedì 9 aprile.

Procediamo con ordine. Dalla sequenza degli ultimi sette giorni, la prima settimana della fase due: 13 nuovi casi il trenta marzo, 18 il trentuno, 18 il primo aprile, 10 il due, 16 il tre, 21 il quattro, 18 il cinque. Per un totale di 114 e una media di 16,2 al giorno. Al di sotto della soglia di allerta, quota 20. Quella soglia è stata superata una volta sola, il quattro aprile. Vuol dire che siamo nel "plateau", il cosiddetto altopiano della curva: è il profilo che di solito assume nelle epidemie, dopo l'impennata e prima della discesa. E il picco rimane quello del periodo compreso dal ventiquattro al ventinove marzo: con una media di 33,3 nuovi contagi al giorno.

Inoltre, nell'ultima settimana per tre volte la cifra giornaliera dei nuovi casi è stata pari a 18.
C'è un altro elemento molto positivo nei dati di ieri: un solo caso su 18 proviene dal Pronto Soccorso. Nei giorni scorsi la media aveva oscillato tra 5 e 7, con punte di 10. I casi da Pronto Soccorso sono quelli riferibili a pazienti che accusano sintomi importanti, specialmente sul piano respiratorio. E che di conseguenza non seguono le normali procedure ma si recano direttamente allo Spaziani. Una sola situazione del genere vuol dire una sola situazione realmente imprevedibile. Perché le altre 17 sono ascrivibili a persone legate a cluster: o di determinati contesti o familiari. Erano cioè già sottoposte a controlli. Un elemento che non è sfuggito né al manager Stefano Lorusso né al primario del Pronto Soccorso Fabrizio Cristofari.

Dicevamo dell'effetto "tamponi". L'ospedale di Frosinone sta accelerando. Al reparto di Biologia molecolare ne sono stati effettuati più di 3.000 in tutto e ormai si viaggia ad una media di 220 al giorno. Un numero significativo. La conseguenza è che più si cerca e più si trova. Ma è esattamente questa la strategia dei vertici dell'Azienda Sanitaria: individuare gli asintomatici, per togliere spazio di manovra al virus. E sono stati effettuati anche circa 600 tamponi agli operatori sanitari, medici e infermieri. Dei quali 250 all'ospedale San Benedetto di Alatri e circa 80 al Fabrizio Spaziani di Frosinone (nei quattro reparti in prima linea nella guerra al Coronavirus: Malattie infettive, Medicina Covid-19, Terapia intensiva e Pronto Soccorso).

Il conto aggiornato a ieri di sanitari ospedalieri positivi al Coronavirus è di 26: 8 medici (dei quali 1 guarito) e 18 infermieri (3 dei quali guariti). Da oggi a giovedì verranno effettuati molti tamponi, a cominciare da quelli al personale della Rems di Ceccano, dove si è verificato il caso di un paziente positivo al Covid-19. Poi ci sono diversi "cluster" monitorati. Ecco perché giovedì 9 aprile sarà una data importante per un bilancio attendibile. Ieri altri 2 guariti e 301 persone che sono uscite dall'isolamento domiciliare. Negli ultimi quattro giorni in provincia di Frosinone i guariti sono stati 19 e le persone uscite dall'isolamento domiciliare 964. Un dato molto importante.

Ma ce n'è un altro ancora più significativo. Nel reparto di Terapia intensiva ci sono al momento 8 pazienti e ieri non si è segnalato alcun nuovo ingresso. Ma soprattutto iniziano ad esserci i casi dei pazienti "stubati", che cioè non hanno più bisogno dei macchinari. Una novità enorme. In Rianimazione ci sono 19 postazioni attive e fino a pochi giorni fa i ricoverati erano 14. Posti letto liberi anche nei reparti di degenza ordinaria dedicati ai malati di Coronavirus. Tutto questo significa tre cose. La prima è che forse il virus sta attenuando parte della sua aggressività. La seconda che le cure danno degli effetti (i guariti). La terza è che le misure restrittive in Ciociaria stanno funzionando.