Neppure al tempo del Coronavirus si ferma la mano dei "killer" di cani. A Vallemaio, in località Santa Maria, è stato ritrovato ancora una volta un animale che le
circostanze portano a credere che sia stato avvelenato.
Inorridita la comunità si divide tra chi invoca l'installazione di telecamere di videosorveglianza e chi pensa a formalizzare denunce contro ignoti per richiamare l'attenzione delle istituzioni.

La mattanza continua - purtroppo - anche a Esperia. Domenica scorsa, infatti, sono state ritrovate delle ciotole piene di cibo in scatola mescolato a veleno: bersagli della inaccettabile strage con tutta probabilmente i randagi del paese, che comunque circolavano muniti di chip. È infatti scomparso anche uno dei cani più amati da tutto il paese, quasi "adottato" dai residenti.

E la paura che possa essere vittima di esche avvelenate si è fatta strada. Anche qui la vicenda lascia senza parole: «Siamo allibiti di fronte al fatto che nella situazione in cui tutti siamo costretti a vivere, con giornate fatte di sofferenza, paura, preoccupazione, ci siano persone che abbiano il tempo e la capacità di progettare e realizzare tali barbarie. Un'inciviltà intollerabile» il dolore di animalisti e cittadini.

A Esperia, in particolare, tra la zona di San Pietro ed Esperia superiore, anche all'inizio del mese di marzo furono ritrovati qua e là, morti probabilmente a seguito di atroci dolori, diversi cani randagi, anzi in qualche caso non si trattò neppure di randagi, ma di animali che un padrone ce l'avevano eccome, magari lontani da casa nel periodo degli amori. E bersaglio di criminali senza cuore.