Aggressione per un debito di droga non pagato, dopo tre mesi di reclusione Mario Cappabianca, accusato di aver partecipato a un efferato tentativo di omicidio insieme ad altri tre, è stato scarcerato e sottoposto ai domiciliari. L'istanza presentata dal suo difensore, l'avvocato Pasquale Cardillo Cupo, ha convinto il giudice.

Il legale ha apportato tesi a sostegno del suo assistito che avrebbero fortemente ridimensionato il suo ruolo,consentendo al giovane minturnese di fare ritorno a casa, ai domiciliari. Già nelle primissime fasi, quando tutti gli indagati erano comparsi davanti al gip, proprio Cappabianca, aveva risposto allontanando da sé le pesanti accuse. Per gli altri,invece, sceltola strada del silenzio. Il gip di Cassino in quella fase non aveva convalidato i fermi, non ritenendo la sussistenza del pericolo di fuga ma aveva applicato le misure di custodia: per Alessio Di Silvio (31 anni, di Cassino), Mario Cappabianca ( 35 anni, di Scauri di Minturno) e Noemy Del Nobile (20 anni, domiciliata a Cassino). Per la sorella di Alessio, Francesca Di Silvio, residente a Scauri difesa dall'avvocato Mariano Giuliano invece la misura dei domiciliari.
Per tutti l'accusa di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.

Secondo la ricostruzione offerta dagli inquirenti, l'aggressione con un coltello sarebbe avvenuta per un debito di droga non onorato: i carabinieri del tenente Di Mario, agli ordini del capitano Mastromanno, in poche ore avevano messo insieme i pezzi. Cento euro, per hashish preso senza pagare: sarebbe questo il motivo dell'aggressione nell'abitazione di B.P., 36 anni di Cassino, culminata con una coltellata sferrata alle spalle. Alessio Di Silvio, la sorella Francesca e Noemy avrebbero per l'accusa raggiunto l'abitazione del trentaseienne in zona San Bartolomeo in piena notte. Urlando e sferrando calci e pugni al portone avrebbero costretto il giovane ad aprire. Avrebbero usato pure delle mazze simili a quelle da golf per colpire il debitore. Fino alla coltellata.

A tamponare il sangue con un asciugamano i fratelli del giovane, poi portato in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento e trasferito a Roma. A suggellare le ipotesi dei carabinieri (che in poche ore hanno arrestato prima i tre, poi anche Cappabianca) il sangue della vittima trovato sulla scarpa di un coinvolto. E le ferite riscontrate sulla mano di uno degli indagati.