Per il quarantasettenne M.R. di Ceccano, la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai genitori e il divieto di comunicare con loro si trasforma in arresti domiciliari. La decisione è stata presa dal giudice del tribunale di Frosinone, dopo che M. R., difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci, ha violato le misure già stabilite nei sui confronti dal giudice. Sull'uomo, tossicodipendente, gravava un divieto di avvicinamento ai genitori e a sua figlia minorenne che convive con i nonni, dopo che questi lo avevano denunciato, esasperati dalla sua condotta che li aveva costretti a fronteggiare, per anni, le sue intemperanze e richieste.

M. R. aveva anche un divieto di avvicinamento alla sorella, al cognato e ai due figli minori della coppia. Il quarantasettenne era stato denunciato infatti anche dalla sorella, visto che anche lei, come i genitori, si era trovata a fronteggiare, insieme ai suoi familiari, gli eccessi e le richieste del fratello. Il nuovo provvedimento del giudice arriva dopo che M. R., nonostante fosse stato sottoposto il 20 marzo scorso alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai genitori e alla figlia minorenne, con l'obbligo di mantenere una distanza di almeno 300 metri dalla loro abitazione e di non comunicare con il padre e la madre, la sera del 25 marzo è stato trovato dai carabinieri della locale stazione presso l'abitazione dei genitori che avevano chiesto l'intervento dei militari.

La coppia ha riferito che il figlio si era già recato da loro diverse volte nella giornata avanzando più volte richieste di denaro fino ad arrivare a minacciarli. Vista la reiterata indifferenza nei confronti dei provvedimenti che gravavano su di lui, il giudice ha aggravato le misure già in atto.