Il picco non è ancora arrivato, ammesso che si possa parlare di un "picco", i decessi sono ancora tanti, troppi, e continua ad aumentare il numero dei contagiati. Cresce per fortuna anche quello dei guariti, che sono il doppio dei deceduti, ma la situazione resta di massima allerta. Gli esperti, commentando le cifre fornite poco fa dalla Protezione civile, sostengono che le misure restrittive stanno funzionando e che si è in una fase di contenimento della pandemia.

Ma i tempi per uscirne, avvertono tutti, sono ancora molto lunghi. Stamattina il capo della stessa Protezione civile aveva chiaramente detto che bisognerà stare a casa fino al 1° maggio, data poi arrivata in giornata al 16 maggio. Quando - ma dipenderà sempre dai dati - si potrà iniziare a pensare ad una "fase 2", che significherà ripresa lenta, graduale e a scaglioni. E sempre con ferree misure di distanziamento sociale. Insomma, bisogna attrezzarsi, soprattutto dal punto di vista psicologico, ad affrontare ancora diversi mesi di quarantena. Senza neppure certezza di quando e come si potrà tornare ad un minimo di libertà 

Quanto al bollettino giornaliero della Protezione civile, diffuso poco fa, si può dunque dire che l'Italia resta sul picco: il dato dell'aumento dei malati di coronavirus resta stabile, così come la rilevazione di nuovi casi in rapporto ai tamponi fatti. I dati del nuovo bollettino parlano di un aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) pari a 2.339 unità (negli ultimi tre giorni erano stati 2.107, 2.937 e 2.477 ieri).

Purtoppo, resta stabile anche il numero delle vittime, che non accenna ancora a rallentare. Secondo i dati della Protezione civile, nelle ultime ventiquattr'ore sono morte 766 persone (ieri le vittime erano state 760), arrivando a un totale di decessi di 14.681. Anche i guariti restano sugli stessi livelli e raggiungono quota 19758, per un aumento in 24 ore di 1480 unità (ieri erano guarite 1431 persone).