La Ciociaria respira. La curva dei contagi si "addolcisce" e per la prima volta dà la sensazione di rallentare nella sua salita. Salita che negli ultimi quattro giorni appare più faticosa per il maledetto virus. Ieri i nuovi casi positivi sono stati 10. Come già avvenuto il tredici e il sedici marzo. Ma parliamo di un'era geologica fa dal punto di vista epidemiologico. Ben 8 casi in meno rispetto all'altro ieri ma anche a martedì scorso: in entrambe le occasioni si era arrivati a 18. Mentre lunedì trenta marzo erano stati 13.

La somma degli ultimi quattro giorni fa 59 nuovi contagi.
La media dello stesso periodo invece è pari 14,75, in diminuzione. Nessuno abbassa la guardia, ma è chiaro che questi numeri fanno morale. E, soprattutto, dicono che sul territorio il lavoro di squadra sta funzionando. Come aveva sottolineato il manager della Asl Stefano Lorusso. Le misure restrittive varate dal Governo e attuate dai sindaci stanno producendo effetti. I cittadiniri spondono. Inoltre, la Regione Lazio non molla la presa nel contrasto alla pandemia. Il contenimento territoriale funziona.

I fattori dietro le quinte
Ma ci sono pure altri elementi che inducono ad un cauto ottimismo l'Azienda Sanitaria Locale. Dei 10 casi di ieri 2 sono da Pronto Soccorso (di Frosinone). Un elemento che va sottolineato. I casi da Pronto Soccorso sono riferibili a pazienti che accusano sintomi importanti, specialmente sul piano respiratorio. E che di conseguenza non seguono il percorso di avvertire il medico di famiglia. Hanno bisogno di cure immediate e quindi vanno al Pronto Soccorso.

Nelle ultime due settimane questi casi hanno oscillato tra i 7 e i 10. Il fatto che ieri siano stati soltanto 2 è un segnale importante. Poi ci sono i guariti: ieri sono stati 3. In totale in provincia di Frosinone sono 29. Vuol dire che il lavoro fatto dai reparti di Malattie Infettive e Medicina Covid-19 dell'ospedale Fabrizio Spaziani sta dando risultati importanti, sistematici e progressivi.
Così come merita di essere sottolineato il dato delle 169 persone uscite ieri dall'isolamento domiciliare.

Il manager della Asl Stefano Lorusso mantiene però la guardia altissima. Lo ha detto anche ieri ai suoi più stretti collaboratori. In primis al direttore sanitario Patrizia Magrini, che continua a seguire in prima persona la situazione da casa. È infatti risultata positiva al Covid-19. Adesso però l'obiettivo è scendere ancora, abbandonare la doppia cifra. Intanto però per il quarto giorno consecutivo in Ciociaria si resta sotto quota 20.

La linea di frontiera della seconda fase della "guerra" al Coronavirus. Poi ci sono altresì le situazioni dei cluster di Cassino, Veroli e Fiuggi, ai quali sono riferibili circa 180 casi totali di pazienti positivi. In ogni caso in provincia di Frosinone quello di ieri è il dato più basso della settimana.

Un mese di numeri
Per avere un'idea di quello che è successo èutile tornaresull'intera sequenza numerica della curva dei nuovi contagi, che ieri ha tagliato il traguardo del primo mese. Inizia tutto il due marzo, con il caso numero 1. Nessun nuovocontagio il tre marzo, poi 2 il quattro marzo, nessuno il cinque, 2 il sei, 3 il sette marzo.
L'otto marzo nessun nuovo contagio. Il novemarzo 2, il dieci 4, l'undici 4, il dodici 12, il tredici 10, il quattordici 9, il quindici 11.

Proseguendo, 10 nuovi contagi ilsedici marzo, 9il diciassette, 19 il diciotto, 12 il diciannove, 23 il venti, 16 il ventuno, 22 il ventidue. Il ventitrè marzo 14 nuovi contagi. Dopo, i sei giorni da incubo: 32 nuovi casi il ventiquattro marzo, 26 il venticinque, 47 il ventisei, 29 il ventisette 42 il ventotto, 24 il ventinove marzo. Da quel momento è iniziata la fase due: 13 casi il trenta marzo,18 il trentuno. Poi i 18 del primo aprile e i 10 di ieri. Il diciassette marzo è stato l'ultimo giorno non in doppia cifra.

Da allora però sono passati ben sedici giorni. Perciò il numero di ieri segna una possibile vera inversione di tendenza. Che però andrà verificata attraverso conferme quotidiane. Nei sei giorni di fuoco dal ventiquattro al ventinove marzo la media era stata di 33,3 nuovi contagi al giorno (142 in totale, 77 dei quali riferibili ai cluster diCassino, Veroli e Fiuggi). Negli ultimi quattro giorni siamo a 14,75. Più che dimezzata.
D'altronde alla Asl di Frosinone avevano detto chiaramente due cose.

La prima è che dal trenta marzo la partita sarebbe cambiata: fondamentale restare sotto quota 20. La seconda è che soltanto quando i nuovi contagi sarebbero oscillati tra i 10 e i 13 per un certo numero di giorni si sarebbe potuto pensare di ipotizzare un termine per la discesa, che sarà comunque lenta, della curva.

La guardia resta alta
Il livello di attenzione, però, resta altissimo. Come ha raccomandato Stefano Lorusso. Del resto lo ha sottolineato per primo l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato al termine della quotidiana videoconferenza di ieri: «C'è un trend in lieve discesa al 5%. Da alcuni giorni nel Lazio registriamo un trend in leggera frenata, ma dobbiamo mantenere altissima l'attenzione». Rilevando pure che in provincia di Frosinone si registra il dato più basso della settimana.

Ha aggiunto D'Amato: «Sono in continua crescita i guariti che salgono di 32 unità nelle ultime 24 ore doppiando i decessi e arrivando a 369 totali. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 8.287 e i decessi nelle ultime 24 ore sono stati 16. Per quanto riguarda i test sierologici in sperimentazione infine ritengo necessario che vi sia un'unica strategia nazionale per evitare di andare in ordine sparso e soprattutto anche un tetto tariffario per evitare speculazioni. Il Lazio è fortemente determinato ad attivare questi test su ampio raggio, ma avvertiamo l'esigenza di marciare uniti».

Sono tutti elementi che entrano in una valutazione globale. La nuova app della Regione "LazioDrCovid", realizzata in collaborazione con i medici dimedicina generalee ipediatri di libera scelta, è oltre i 78.000 utenti chehanno scaricatol'appli cazione e i 2.200 medici di famiglia e i 290 pediatri di libera scelta collegati. Infine, i Dpi, dispositivi di protezione individuale. Ieri sono state distribuite presso le strutture sanitarie 108.100 mascherine chirurgiche, 83.000 maschere FFP2, 48.500 camici impermeabili monouso. Un ulteriore dato che misura il livello di concentrazione. Il discorso è sempre lo stesso: si sta combattendo una "guerra" e servono munizioni al fronte. Le munizioni stanno arrivando quotidianamente.

L'ospedale trasformato
Sul versante del fronte della provincia di Frosinone, all'ospedale Fabrizio Spaziani, ormai hub di riferimento del Covid-19, l'organizzazione è definita: 86 posti di degenza ordinaria e 30 di terapia intensiva e subintensiva dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus. Ci sono infatti 40 posti letto nel reparto Medicina Covid-19, ubicato al terzo piano della struttura, dove c'è  Medicina Generale. Ai quali bisogna aggiungere i 20 di Medicina D'urgenza Covid, per un totale di 60 posti letto.

Quindi i 26 posti letto di Malattie Infettive, reparto articolato su due piani, dal momento che le strutture adibite ad ambulatori sono state riconvertite per fronteggiare l'emergenza. Poi c'è il discorso relativo al reparto di Terapia intensivae sub-intensiva: si arriverà a 30 posti. Se è indubitabile che la pandemia ha stravolto ogni cosa, perfino il concetto stesso di tempo, è altrettanto vero che è passato un mese dall'inizio dell'emergenza. Il due marzo l'assetto del Fabrizio Spaziani era completamente diverso.

Interi reparti (terapia intensiva non Covid, discipline chirurgiche, ortopedia, medicina generale) sono stati trasferiti momentaneamente ad Alatri. Permettendo a Frosinone di trasformarsi in un Hospital Covid-19 e in un "hub" di riferimento del territorio. Con numeri imponenti, secondi soltanto a quelli delle grandi strutture romane come lo Spallanzani e il Columbus.