È arrivato a trentuno il numero dei contagiati dal Covid-19 a Sora dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Ad aggiornare il dato è stato il sindaco Roberto De Donatis che ieri mattina, durante la quotidiana diretta social sulla pagina istituzionale del Comune, ha parlato di tre nuovi casi. Sempre ieri il primo cittadino ha smentito che spetti alla sua città la "maglia nera" dei contagi a livello provinciale, perché i dati in suo possesso dicono altro. L'abbiamo intervistato.

A chi si domanda se Sora possa diventare "zona rossa" cosa risponde?
«È una domanda irricevibile. La zona rossa è un provvedimento estremo che ad oggi non ha nessuna attinenza alla situazione nella nostra città. Non ci sono focolai all'ospedale Santissima Trinità perché siamo stati bravi, attenti e fortunati. I contagi verificati sono attribuibili tutti a connessioni familiari».

Lei sostiene che Sora non sia la città ciociara con più casi positivi. Su quale base?«Non siamo assolutamente il comune con più contagi. Io parlo ogni giorno in maniera trasparente con i miei concittadini, con i dati ufficiali forniti dalla prefettura e quotidianamente mi confronto con l'Asl, informando anche di sorani malati e potenzialmente contagiati. Ho una marea di informazioni, ricevo tante telefonate e messaggi dai cittadini e cerco di collaborare con le istituzioni».
È stato il primo sindaco a creare un contatto quotidiano con la popolazione tramite le dirette social...
«I cittadini sono chiusi dentro le case ed era d'obbligo trovare un modo per comunicare. Ho ritenuto fondamentale il rapporto quotidiano con loro sia per la trasparenza delle informazioni corrette e utili che hanno generato una grande collaborazione con l'intera comunità, ma ho dato peso anche all'importanza della comunicazione istituzionale vicina ai cittadini, quotidiana e molto apprezzata».