Torna a casa l'ingegner Massimo Salvatori, dipendente del comune di Torre Cajetani, prima persona anagnina ad essere stata contagiata dal coronavirus. Il professionista, che ha lasciato l'ospedale di Cassino poco fa, ci ha raccontato in breve quanto gli è successo: "Ho iniziato ad avere febbre il 2 marzo. Ho subito pensato ad una banale influenza, anche perché, oltre ad una alterazione della temperatura, non avevo altri sintomi. I giorni passavano e la febbre non andava via.

Si cominciava a parlare dei primi casi in zona, e la paura iniziava a farsi sentire. Continuavano la febbre alta e la tosse. Poi, tutto di corsa: il tampone e l'esito positivo. Avevo contratto il virus e non per via della vacanza sulla neve, come qualcuno ha erroneamente divulgato, ma da altri ambienti.Tutta la mia mia famiglia ne veniva inevitabilmente interessata. Voglio sottolineare che noi già dal 2 marzo ci eravamo chiusi in casa per precauzione; forse perché le notizie che sentivamo in tv non erano per niente rassicuranti. Ma dopo l'esito del tampone è iniziata la quarantena per tutti e non senza le paure e le difficoltà che ne derivano.

Da lì la necessità di dover chiamare il 118 poiché le mie condizioni non erano più consone ad una cura in casa, che si rivelava ormai inadeguata. Quindi, l'incontro con il dottor Mario Limodio, dirigente del reparto Malattie Infettive dell'ospedale di Frosinone, il quale, grazie alla sua esperienza, capacità intuitiva e, soprattutto, spiccata umanità, ha saputo prendersi cura di me, affinché io potessi avere, già da subito, lievi ma importanti miglioramenti. È stato un percorso lungo e difficoltoso ma, dopo 16 giorni, finalmente, i tamponi sono risultati negativi.

Dall'ospedale di Frosinone sono stato trasferito a Cassino per completare la riabilitazione e, finalmente, sono stato dimesso (intorno alle 15 di oggi) per tornare a casa dai miei cari. Ora più che mai mi sento di ringraziare l'equipe dell'ospedale Spaziani: medici, infermieri specializzati e tutti quelli che lavorano con loro, per la professionalità e perché, in quello che fanno, ci mettono il cuore; il mio medico, il dottor Antonio Necci, il quale mi ha seguito in tutto il percorso; tutti coloro che sono stati vicino a mia moglie e a mia figlia, familiari ed amici; il pediatra Cristian Noto, che si è sempre informato sulle condizioni di salute di mia figlia e, in ultimo ma non meno importante, la Asl, in particolare Simona.

Inoltre, un grazie speciale va agli amici, ai parenti, alle Associazioni di Protezione Civile di Anagni e all'Amministrazione comunale, che mi hanno sempre incoraggiato e sostenuto in questo periodo di difficoltà".