Ha dato voce a tante battaglie a difesa della sanità locale, in special modo dell'ospedale di Sora. Il tempo passa per tutti e anche per il dottor Augusto Vinciguerra, medico ospedaliero, consigliere comunale e impegnato anche come volontario in Africa, da domani sarà il tempo della meritata pensione. Ringraziando tutti i colleghi, il dottor Vinciguerra si è detto pronto a dedicare più tempo ai familiari ma anche a un impegno professionale che non gli faccia dimenticare la vocazione di medico. L'abbiamo intervistato.

Che ospedale lascia?
«È fra i migliori. Ci sono colleghi stupendi che oggi possono garantire ai pazienti le migliori risposte professionali. Ai medici dico: vogliate bene innanzitutto alla vostra professione, ma guardate sempre meglio negli occhi i vostri pazienti. Le parole vengono dimenticate, gli occhi di una persona che ha bisogno mai».

Resterà presidente dell'associazione dipendenti ospedalieri del Santissima Trinità?
«Presenterò le dimissioni a breve, sarà il direttivo a scegliere se ancora potrò essere utile o se indire presto delle nuove elezioni, comunque resterò spero sempre a disposizione dell'associazione».

A che punto sono le donazioni? Avete già fatto acquisti?
«Con la prima iniziativa per la fornitura di materiali tecnico-sanitari per un posto letto completo di rianimazione sono stati raggiunti quasi 50.000 euro che sono stati versati alla Asl. La seconda iniziativa ha raccolto quasi 8.000 euro, somma direttamente gestita dall'Ado; con questi fondi si sta procedendo all'acquisto di mascherine, guanti, visiere, tute e disinfettante».

Che sensazione ha nell'andare in pensione in un momento di grande emergenza sanitaria?
«Già andare in pensione rimane per me un fatto strano. Ma ho già pronta la domanda per poter rientrare nei ranghi ospedalieri, anche se nessuno dalla Asl mi ha chiesto di restare. Per questo motivo non nascondo di essere un po' amareggiato».