La curva dei nuovi contagi non sfonda in Ciociaria. Né con riferimento alla giornata di ieri, né tirando le somme dall'inizio di questa emergenza, da quando cioè in provincia di Frosinone si è registrato il primo caso di positività al Coronavirus. Precisamente il 2 marzo scorso, a Fiuggi.

L'ultima sequenza
Ma partiamo dalla fine, cioè dal dato di ieri. Quando i casi positivi in provincia di Frosinone sono stati 24. Il bollettino quotidiano della Regione Lazio non fa riferimento a nessuna nuova situazione riferibile ai cluster dei giorni scorsi: di Cassino, di Veroli e di Fiuggi. E questo è un elemento da tener presente. Va pure detto però che alla Asl di Frosinone hanno immediatamente concentrato l'attenzione sul fatto che soltanto 5 dei 24 nuovi casi sono classificabili come "imprevisti". Vuol dire che tutti gli altri sono riferibili a situazioni che erano monitorate, perché riferibili a persone venute in contatto con familiari o amici che erano già risultati positivi. Lo stesso numero, 5, di casi "imprevisti" del giorno precedente. Il che lascerebbe presumere una certa sistematicità. Ma servono conferme. Sulla cifra assoluta la diminuzione rispetto al giorno precedente c'è: da 42 si è passati a 24. Quindi significa 18 in meno. Anche se l'altro ieri 25 dei 42 nuovi casi provenivano dai cluster di Veroli e Cassino.
Quindi, al di fuori di quei contesti, 17 nuovi contagi. Ieri invece 24.

È evidente ad ogni modo che l'analisi ormai va oltre quelli che sono i parametri aritmetici.
Il 26 marzo si era registrato il picco di questa emergenza in Ciociaria: i nuovi contagiati erano stati 47. Con 40 casi legati a tre cluster: Cassino, Veroli e Fiuggi. Negli ultimi quattro giorni in provincia di Frosinone ci sono stati 142 nuovi contagi, 77 dei quali riconducibili a tre cluster.
Poi ci sono però anche tutte quelle situazioni "attenzionate" delle quali parlavamo prima.
Riconducibili a quelli che in gergo tecnico vengono definiti "cluster familiari". 

La serie completa
Il manager della Asl Stefano Lorusso e il direttore sanitario Patrizia Magrini stanno analizzando l'intero periodo, iniziato con il primo contagio in Ciociaria. Il due marzo scorso. Il giorno successivo nessun nuovo caso. Poi, il quattro marzo, 2 nuovi contagi, il cinque nessuno, il sei 2, il sette marzo 3. Parliamo del giorno in cui il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti annunciò di essere risultato positivo al Coronavirus. L'otto marzo nessun nuovo contagio in provincia di Frosinone, ma in quella data si registrò il primo morto in provincia per il Covid-19.
Il nove marzo 2 nuovi contagi, il dieci 4, l'undici 4, il dodici 12, il tredici 10, il quattordici 9, il quindici 11. Continuando: 10 nuovi contagiati il sedici marzo, 9 il diciassette, 19 il diciotto, 12 il diciannove, 23 il venti, 16 il ventuno, 22 il ventidue, 14 il ventitré, 32 il ventiquattro, 26 il venticinque,47 il ventisei, 29 il ventisette 42 il ventotto, 24 il ventinove marzo.

Non siamo ancora alla fine del mese, ma alcune cose sono chiare. Tranne alcune "eccezioni" nei primi giorni, la curva dei contagi ha fatto registrare una crescita costante, ma asimettrica nei numeri: nel senso che il dato finale quotidiano ha oscillato molto. Perfino negli ultimi sei giorni, basta vedere la sequenza: 32, 26, 47, 29, 42, 24. Vero è che non si è mai scesi sotto quota 20, ma è altrettanto vero che si è trattato di cifre e scostamenti comunque importanti.

La frontiera a quota 20
Fra l'altro, i vertici dell'Azienda Sanitaria di Frosinone sanno benissimo che per poter parlare di discesa della curva dei nuovi contagi sarà fondamentale scendere sotto quota 20 (nuovi casi giornalieri) per diverse volte. Perché in un quadro del genere la situazione sarebbe gestibile.
Anche e soprattutto sul versante più importante di questa "guerra": quello di evitare il sovraccarico degli ospedali. Un punto di valenza nazionale e regionale, oltre che provinciale.
Discorso che vale per i reparti di degenza ordinaria, ma soprattutto per quelli di terapia intensiva. In ogni caso, dal 2 marzo ad oggi, in Ciociaria il picco dei contagi non c'è stato.
Ora però si attende la discesa della curva. La partita si gioca su questa linea di confine ormai: quota 20. Da oggi si apre un'altra fase, anche se bisognerà costantemente monitorare la situazione sul versante dei cluster già noti, ma anche di quelli "familiari".

Fra l'altro sono finite da tempo le due settimane passate dall'inizio della "stretta" del Governo.
Gli effetti del lockdown sono misurabili anche in provincia di Frosinone. L'effetto montagne russe dei numeri potrebbe continuare, così come è chiaro che dovranno essere attenzionate le situazioni che potrebbero verificarsi giorno per giorno. 

Il quadro nel Lazio
L'altro ieri l'assessore regionale Alessio D'Amato ha detto che le «strutture per anziani oggi rappresentano la vera frontiera dell'epidemia nella nostra regione». Il tutto va inquadrato altresì nel contesto dell'intera regione Lazio. Al termine della consueta videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ieri D'Amato ha spiegato: «Oggi (ndr: ieri per chi legge) registriamo un dato di 201 casi di positività e un trend in decrescita per la prima volta al di sotto del 9%. Si conferma l'incidenza dei cluster delle case di riposo con particolare evidenza per la situazione di Rieti che al momento risulta sotto controllo. Si conferma stabile il trend su Roma città oggi influenzato dai casi della Rsa di Villa Giulia (17 casi).

L'Azienda Ospedaliera San Giovanni, l'Azienda Ospedaliera San Camillo e Genzano entreranno a far parte della rete dei laboratori per il Covid-19 andando così a potenziare la capacità della rete. Per la prima volta il numero dei guariti (208 totali) supera il numero dei nuovi positivi giornalieri. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 7.949 e i decessi nelle ultime 24h sono 12. Dal 1 aprile sarà attivato il Covid Center con 9 posti letto di terapia intensiva presso il Campus Bio-Medico. Sono inoltre partiti oggi i primi 55 ospiti stranieri provenienti da una nave da crociera e domani partiranno ulteriori 41». 

Il fortino dello Spaziani
Intanto oggi all'ospedale di Frosinone verranno attivati altri 20 posti letto per i pazienti affetti da Coronavirus. D'Amato lo ha annunciato ufficialmente ieri: «All'ospedale Spaziani di Frosinone da domani saranno attivati ulteriori 20 posti letto di degenza ordinaria Covid». Il che significa che al Fabrizio Spaziani da oggi ci saranno 86 posti letto per le persone affette da questa malattia. Così distribuiti: 60 nel reparto Covid-19, quello che è stato allestito nel corso di pochi giorni al terzo piano della struttura, dove c'è Medicina generale tanto per intenderci. Erano già 40, adesso arriveranno a 60. Quindi ci sono 26 posti nel reparto di Malattie infettive, dislocato ormai su due piani, compreso quello normalmente utilizzato per gli ambulatori. Poi c'è la Terapia intensiva: l'obiettivo finale è quello di arrivare a 22 postazioni attive.

Al momento ce ne sono 14, nelle prossime ore si arriverà a 19. A regime quindi ci saranno 108 posti per malati Covid. E si potrebbero attivare anche delle postazioni nelle sale operatorie, munite di ossigeno. Sempre nell'ottica della caratterizzazione dello Spaziani come hub di riferimento Covid, nelle prossime ore potrebbe esserci una ulteriore novità: quella cioè di trasferire immediatamente a Frosinone quei pazienti positivi al Coronavirus che dovessero presentarsi in altri presidi, come quelli di Alatri e Cassino. Senza tenerli in isolamento lì insomma.