Non vuole che lo si definisca un eroe: Giorgio Maria Longo è "solo" un infermiere, ma adesso tutto il mondo sa cosa fanno gli infermieri, curano e stringono la mano ai malati di un virus che non permette neppure ai parenti di assistere i loro cari. E allora sono gli occhi degli infermieri, quell'unica luce umana che si intravede sotto la tuta, il casco, la mascherina, a ricordare a chi sta combattendo la malattia che c'è ancora una speranza. Sono gli infermieri spesso il tramite di messaggi, lettere, videochiamate quando possibile, tra i contagiati ricoverati e le famiglie a casa.

Sono purtroppo spesso in queste settimane anche gli ultimi occhi che i pazienti vedono prima di congedarsi dalla vita. Che si potesse ammalare era, dunque, un rischio calcolato e Giorgio ha contratto il Coronavirus. È un positivo asintomatico. Lui si sente benissimo, non ha febbre, non ha raffreddore né tosse, ma al tampone, cui l'azienda in cui lavora ha voluto sottoporre tutti i sanitari a rischio, entrati cioè in contatto con i contagiati, è risultato positivo. Da mercoledì è stato posto in quarantena domiciliare. Ligio alle regole, la sta trascorrendo in modo isolato in una stanza della sua abitazione a San Giorgio a Liri. Non ha nessun rapporto neppure con i familiari stretti, ma naturalmente è in quarantena anche tutta la famiglia.

Tutti i giorni si misura la temperatura corporea e aggiorna l'Asl sulle condizioni di salute.
Secondo il calendario stabilito verrà sottoposto ad altri due tamponi da qui fino al 7 aprile, quando si prevede cheil virus avrà fatto il suo corso. Appena iniziata la quarantena, Giorgio Maria ha voluto rassicurare personalmente amici, colleghi e familiari con un lungo post su Facebook.

«Purtroppo il tampone cui sono stato sottoposto è risultato positivo. Voglio rassicurare tutti che sto bene, in perfetta salute e senza alcun sintomo, anzi potrei lavorare anche più turni consecutivamente per quanto mi sento forte, nonostante gli ultimi venti giorni la situazione all'Ini struttura di cui sono fiero di far parte si sia fatta via via più critica, nonostante l'enorme carico di lavoro, nonostante turni di ore, doppie notti, il tutto per garantire sempre la massima efficienza nel servizio sanitario che offriamo. Era un rischio prevedibile, calcolabile, che potessi risultare positivo al tampone, perché in questo lavoro, in questa "missione", ci mettiamo la faccia, in prima persona noi infermieri, parlo non solo a nome mio ma di tutta la categoria di cui faccio parte e di cui in questo momento così delicato per la nazione e per il mondo intero vado profondamente orgoglioso. Se mi chiedessero cosa vorrei fare nella vita, la risposta sarebbe sempre la stessa: «l'infermiere». Tornerò presto in corsia, più forte di prima. Rassicuro tutti, in special modo i miei concittadini, che non ho avuto contatti con nessuna persona fisica negli ultimi 15 giorni al di fuori del mio nucleo familiare, né con nessun luogo fisico nel mio paese».

Come Giorgio è in isolamento domiciliare tutta la famiglia. Il padre, l'assessore Achille Longo, lo definisce commosso "un angelo bianco": «Mio figlio è un angelo bianco. Un eroe non esita a dire che ha curato i suoi malati fino a mercoledì mattina, fino a che gli è stato possibile. Grazie a Dio sta bene, non accusa alcun sintomo, finirà la quarantena il sette aprile. Anche noi familiari siamo in quarantena, ma per ora stiamo tutti bene, non presentiamo sintomi».

Fiera di Giorgio si è detta anche la proprietà di Città Bianca: «Ogni tua parola è l'espressione della forza e del coraggio che fanno grandi le persone che operano nel settore più difficile, la sanità. Siamo orgogliosi di averti con noi», si legge tra i commenti di Facebook. Immediata anche la solidarietà del sindaco di San Giorgio, Francesco Lavalle, che ha ricordato alla popolazione il dovere di restare acasa:«Chiedo aimieiconcittadi ni di non allarmarsi e a nome di tutta la comunità esprimo la mia vicinanza al nostro concittadino».

Ma sono moltissimi i sangiorgesi, i cittadini e i sindaci dei paesi limitrofi che hanno voluto esprimere vicinanza all'infermiere professionale Giorgio Longo. Tra di loro il sindaco di Castelnuovo Parano, Oreste De Bellis, che ha espresso solidarietà a nome del piccolo centro, proprio mentre giunge la notizia che anche nel vicino comune di Esperia si sono registrati due casi. Non vuole farsi chiamare eroe, Giorgio, ma merita il titolo di eroe, come tutti i sanitari medici e infermieri che ovunque sono in prima linea.