Gli operai della SkF sono rientrati ieri nello stabilimento di Cassino: è difatti arrivata una commessa di produzione di 400.000 cuscinetti per le macchine di ventilazione degli ospedali. Anche Cassino, con una fabbrica che insieme a Fca è il fiore all'occhiello del territorio, è dunque in prima linea con le sue aziende al fianco degli ospedali in questa emergenza sanitaria legata al Covid-19.

La produzione nello stabilimento era terminata venerdì scorso quando la Fiom annunciò anche uno sciopero se, durante questa settimana, non fossero state messe in atto tutte le misure di sicurezza. A seguito del decreto emanato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lunedì non si sono però riaperti i cancelli e l'azienda ha comunicato di aderire alla cassa integrazione.

«Ben venga che l'azienda si sia ravveduta anche perchè all'interno si è registrato anche un caso di positività alcoronavirus, erameglio sefossimo stati ascoltati prima» commenta il segretario della Fiom Donato Gatti.
Ma poi nella giornata di martedì è arrivato l'ordine dei cuscinetti e l'azienda ieri mattina ha, dunque, riaperto i cancelli.

Lo rende noto il segretario della Fim-Cisl Mirko Marsella che assicura, però, come tutte le norme siano rispettate. Non solo: su circa 300 operai sono circa il 10% coloro che lavoreranno giornalmente, e tutti su base volontaria.
Chi non ha voluto andare in fabbrica è stato libero di poter scegliere.

Per chi si è recato sulle linee l'onore di poter fabbricare dei pezzi che aiuteranno gli ospedali italiani. Un cliente italiano ha difatti ordinato Lo stabilimento SkF di Cassino alla SkF i cuscinetti che servono per le ventole dei respiratori. A norma di legge la fabbrica ha potuto riaprire i cancelli perchè non sta producendo per il settore automotive.

Le linee che forniscono i settori alimentari, ricambistici e commerciali possono tranquillamente lavorare.
A tutti gli operai viene misurata la temperatura all'ingresso e all'uscita: oltre i 37,5° scatta la quarantena obbligatoria. Tutti quanti, inoltre, sono dotati di mascherine e guanti.

Per evitare assembramenti è sospesa la mensa egli operaidel primoturno non si incontreranno con quelli del secondo turno: si lavora difatti dalle 6 alle 13.30 e dalle 14 alle 21.30. Rispettate le norme di distanza di sicurezza di almeno un metro.

Inoltre la SkF di Cassino, come concordato con Cgil, Cisl e Uil donerà un ventilatore all'ospedale della città martire mentre gli operai della Skf hanno fatto una raccolta ed hanno donato 500 euro ai servizi sociali del Comune di Cassino per aiutare le famiglie in difficoltà. Anche Cassino dà il suo supporto