Cassino sorvegliata speciale. Nessuna chiusura. Ma la situazione sanitaria, sia per le rsa che per il Santa Scolastica, è monitorata costantemente. Una società "blindata", dentro e fuori le corsie di un ospedale o di una clinica; dentro i palazzi del centro o nelle villette della periferia. Si cerca di capire ora dopo ora se le stringenti misure di contenimento stiano funzionando, se isolare il San Raffaele sia risultata, ad esempio, la soluzione più adeguata a far fronte alla pandemia, consapevoli di dover garantire una cosa su tutte: il diritto dei malati a essere curati come quello dei cittadini a essere tutelati, in ogni maniera possibile.

E il diritto dei medici, degli infermieri e del personale specializzato di poter affrontare una guerra come questa con le giuste precauzione e le giuste cautele. Senza essere messi in trincea solo con carri armati di cartone. Se ieri dal San Raffaele non sono giunte notizie preoccupanti, confermando che il sistema della coorte ovvero la creazione di uno spazio ad hoc dove monitorare e assistere i positivi (posti in ulteriore isolamento) oltre a quelli a rischio, i trenta pazienti che sono venuti in contatto con quello numero "uno" funziona nella misura in cui risulta davvero una forma di contenimento e prevenzione al contagio. Quei 24 casi (tra dimessi e trasferiti) dall'inizio della pandemia, con 8 in osservazione nella struttura posta in isolamento con il blocco delle dimissioni, hanno fatto tremare l'intero territorio. Ma il contenimento pare funzionare, anche se l'attenzione resta massima.

L'emergenza sanitaria è vissuta a Cassino e nel Cassinate lungo un doppio binario. Da una parte la forte offensiva delle strutture sanitarie in primis del Santa Scolastica chiamate a fronteggiare un nemico subdolo e senza pietà, che colpisce indistintamente giovani e anziani.
Dall'altra quello dei "comuni" malati, quelli non affetti da Covid-19, che hanno dovuto di fatto rimodulare il proprio modo di affrontare controlli e piccoli interventi, attività ritenute insomma di routine. Assicurati i necessari interventi chirurgici, quelli oncologici o di somma urgenza, i programmati sono stati tutti sospesi al Santa Scolastica.

E al netto delle persone in attesa al Pronto soccorso (ovviamente non nel percorso dedicato ai casi ritenuti "sospetti") la differenza si sente: una quarantina in 24 ore rispetto a una media che supera di gran lunga il doppio, raggiungendo anche i 150 utenti visitati e assistiti in una giornata. Stessa cosa per i medici di base: ciò che non è urgente e necessario, anche nelle visite mediche, non lo è più davvero.

Esami saltati. Non tutti
Alcuni degli accertamenti prenotati sono saltati, tranne Pet per pazienti "048", ovvero gli oncologici, prenotati all'istituto Neuromed. Ma dopo la diffusione dei contagi anche in quella struttura, sia Pozzilli che Venafro sono stati dichiarati dal governatore Toma zona rossa e anche i tanti, tantissimi cassinati che affrontano la Via Crucis verso il Molise sono stati scaraventati nella paura più nera di perdere la possibilità di eseguire gli esami. La Pet è assicurata, ma chi viene da fuori Regione deve chiamare prima: la situazione cambia in continuazione.
Altre piccole rimodulazioni hanno riguardato sempre i pazienti oncologici anche al Santa Scolastica: tutte le attività ambulatoriali sono tornate di unica pertinenza dell'ospedale di Sora, mentre le terapie vengono somministrate sia al Santissima Trinità che allo Spaziani, come prima. I cambiamenti sono dietro l'angolo.
In sostanza, per paradosso, i pazienti che manifestano sintomi che possano far pensare a un contagio da Covid-19 hanno una linea ben visibile, tracciata dalla procedura: chiamare al telefono il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica. Oppure il numero verde regionale con l'espresso divieto di recarsi al Pronto soccorso o negli studi medici.

Per malati "non-Covid 19" il percorso è più tortuoso. Molti dei servizi sono temporaneamente sospesi non certo quelli necessari e venire a capo di come e dove spostarsi, di quali esami possano poi risultare validi in altre strutture diventa un rebus. In realtà c'è tutta una sanità che lavora senza sosta anche a margine dell'emergenza Covid-19. Fin dall'inizio al Santa Scolastica sono state garantite tutte le altre attività. E ora ci si prepara, con maggiore forza, al possibile picco che potrebbe nuovamente sparigliare le carte, i numeri e le previsioni. Ci si prepara spostando, ad esempio, alcuni pazienti (negativi, ovviamente) da Frosinone a Cassino, per liberare posti letto allo Spaziani, in modo da garantire massima assistenza, ora che il nosocomio di Frosinone con la possibilità di eseguire i tamponi e di avere risultati in tempi accettabili è diventato il punto di riferimento.

Al momento, comunque, di picchi non si è ancora parlato: nella giornata di ieri, ad esempio, al Santa Scolastica dove pure si è registrato un altro decesso da Covid-19 c'erano sei persone in osservazione (in isolamento) di cui due positivi da trasferire: un flusso costante che viene gestito con grande professionalità dal personale medico e infermieristico. Un lavoro estenuante ma che si sta svolgendo in totale sicurezza.