La paura arriva dal freddo. Dal bianco della neve. In questi giorni di emergenza Covid-19 con un incremento costante del numero dei contagi in tutta la provincia di Frosinone, il pensiero di tanti è andato a quanti prima dello scoppio dell'emergenza, ma anche nel periodo successivo, quando ancora gli spostamenti nel Paese erano consentiti, sono partiti dalla Ciociaria per trascorrere una settimana di relax in montagna a sciare.

Il caso era esploso inizialmente a Sora e Isola del Liri e, più recentemente, ha coinvolto il capoluogo con diverse comitive partite da Frosinone in un periodo in cui, pur non essendoci divieti, il pericolo si iniziava a percepire. Il tam tam sui social, a tratti, è stato feroce. Con la caccia in questo caso non all'untore ma a chi, tornato dalla settimana bianca, ha proseguito una vita normale in provincia senza sentire il bisogno di trascorrere un periodo in auto isolamento, pur non dovuto, almeno consigliato. Non sono mancati, peraltro, i botta e risposta sui social con chi, tornato dalle vacanze in Veneto o in Lombardia o in Trentino si è poi giustificato sostenendo di aver interrotto ogni rapporto sociale al ritorno per rispettare l'auto quarantena.

Ma ciò non è bastato a placare le polemiche. E ogni qual volta si è sparsa voce di un ritorno dalla settimana bianca o, pure a distanza di tempo, se n'è avuta notizia, il caso è riesploso con virulenza. E di nuovo, ciclicamente, la polemica si è riaccesa.

Tanto più che nei giorni scorsi è venuta alla luce una storia singolare, quella di un piccolo borgo del Tirolo, sede di una stazione sciistica che raccoglie turisti da tutta Europa. Sembra che lì si siano infettati e abbiamo portato il virus in casa diversi sciatori partiti dall'Islanda, dalla Norvegia e da tante altre mete. Molti, che poi, nei rispettivi paesi di residenza, sono risultati positivi al Coronavirus, avevano in comune la settimana bianca trascorsa in Tirolo. Eppure lì, in Austria, la stagione sciistica per un po' è proseguita come nulla fosse anche dopo che le autorità norvegesi e quelle tedesche hanno dichiarato quella regione zona rossa, invitando i propri cittadini a evitare di mettersi in viaggio per quella località. E quello del business della stagione sciistica è il comune denominatore che ha mosso, pur in presenza dell'allerta per il nuovo Coronavirus, una marea di persone verso le più disparate mete turistiche dell'arco alpino, in Italia come all'estero.