La città imbrattata da una furia vandalica che non si ferma davanti a niente, neanche al cospetto del coronavirus. Non solo la chiesa di Santa Restituta deturpata con la vernice spray, anche in via Piemonte, lungo perimetro del distretto C dell'Asl, sono comparse nei giorni scorsi scritte e segni. Forse dal Comune, una volta finita l'emergenza legata al Covid-19, qualcuno andrà a ripulire i muti imbrattati, ma per ora tutto resta com'è.

Per il raid vandalico che ha imbrattato con la vernice uno degli ingressi laterali della chiesa di Santa Restituta, dal lato che affaccia sul Lungoliri, ma anche per le scritte apparse sotto i portici della casa canonica è stata presentata una denuncia contro ignoti. Con molta probabilità è la stessa mano ad aver compiuto questo insensato oltraggio alla città, alla sua storia e al culto che i sorani hanno per quella chiesa.

Non sono mancati i commenti al vetriolo per quanto accaduto da parte di cittadini e gruppi politici. «In un momento così grave, dove ogni cittadino è chiamato a rispettare le limitazioni imposte per il bene comune, per impedire che il contagio propaghi, dei vandali, dei lazzaroni, hanno imbrattato l'entrata laterale della chiesa di Santa Restituta - scrivono in una nota i giovani della Lega di Sora -. Stigmatizziamo il gesto, chiediamo alle forze di polizia di vigilare nei puntidi ritrovo deigiovani per impedire che si ripetano gesti del genere. Non è solo un'offesa nei confronti della chiesa, della santa patrona, ma uno sfregio nei confronti di chi, chiuso in casa da giorni, sta affrontando la quarantena rispettando le regole». E in tanti chiedono l'installazione di telecamere per inchiodare i responsabili di simili scempi.