Oltre cento tamponi effettuati ieri all'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, dal reparto di biologia molecolare. Un dato anche questo significativo, considerando che la media dei giorni scorsi era stata di quaranta.

Intanto, nel corso della riunione in videoconferenza di ieri, i segretari generali del Lazio di Cgil (Michele Azzola), Cisl (Enrico Coppotelli) e Uil (Alberto Civica) hanno detto che è «urgente fare i tamponi a tutti i lavoratori delle strutture sanitarie». Aggiungendo: «Oppure gli ospedali saranno luoghi di contagio». Rilevano in una nota Cgil, Cisl e Uil: «Servono tamponi a tutti gli operatori asintomatici, medici, infermieri, operatori sociosanitari, addetti ai servizi di pulizie e sanificazione, pasti, lavanolo e manutenzione. Va predisposta subito una pianificazione dei controlli, valida per tutte le strutture sanitarie, a cui nessuna azienda possa derogare: si dovranno stabilire le modalità ed i tempi in cui saranno controllati tutti i lavoratori, a partire da chi è venuto a contatto con pazienti positivi, per arrivare a tutti coloro che hanno operato e stanno operando in ambienti dove sono stati trattati. Per fare questo è necessario con urgenza ampliare i laboratori presso i quali è possibile verificare i tamponi perchè in quelli finora previsti non riescono a smaltire le richieste. Nelle strutture, pubbliche e private, si sta facendo l'impossibile, e nessun lavoratore si tira indietro, ma è giustamente elevata la preoccupazione per la propria salute, di quella dei colleghi, dei pazienti e dei propri familiari.
È inammissibile sottovalutare il rischio di dimezzare il personale. Come già stanno facendo altre regioni, è fondamentale che si stabiliscano procedure certe e controlli a tappeto per i lavoratori che garantiscono servizi essenziali, altrimenti verranno vanificati gli sforzi e si perderanno risorse preziose per la tenuta del sistema. Se si vuole sconfiggere l'espansione del virus, oltre a fare di più nel reclutamento di personale e nell'approvvigionamento e distribuzione dei dispositivi di protezione necessari, è urgente partire subito con i tamponi, e la Regione solleciti il Governo perché diventino misure nazionali».

L'assessore alla sanità Alessio D'Amato ha ribadito che la tutela della salute di medici, operatori sanitari ed infermieri è un impegno prioritario della Regione Lazio. Si tratta di un tema di carattere nazionale. Ma è chiaro che a questo punto una programmazione più ampia del numero di tamponi, soprattutto per il personale sanitario, diventa un imperativo categorico.