La scadenza delle prescrizioni fissata al 3 aprile sarà sufficiente per far riaprire il Paese? O sarà necessaria una proroga? Quest'ultima opzione è quella più probabile, tanto che a Palazzo Chigi si stanno già preparando per ampliare di almeno una settimana il termine.
Il giro di boa sarà comunque tra domenica e lunedì prossimi: quelle due date sono infatti cerchiate in rosso sul calendario del Governo, in quanto tutti gli esperti concordano che saranno quelli i giorni fondamentali per comprendere se le misure di contenimento adottate stiano dando i risultati sperati.

Il premier Conte ha sottolineato in varie occasione come quella appena iniziata sia la settimana decisiva per capire come procederà l'emergenza. Ma ormai è praticamente sicuro che il 3 aprile nulla o quasi verrà riaperto. Salvo miracoli. La chiusura delle scuole sarà prorogata e così i divieti per attività non essenziali. Il modello a cui sta facendo riferimento il Governo italiano è ovviamente quello cinese che ha diluito nel tempo le riaperture, per evitare di scatenare una nuova e incontrollata diffusione del virus.

A Palazzo Chigi si riflette anche su un altro aspetto emerso dalle immagini che circolano sui media: l'affollamento sui mezzi pubblici. Per questo il Viminale è stato costretto a minacciare di irrigidire controlli e sanzioni, già in forte aumento, per chi esce di casa senza motivo. In qualche modo, insomma, anche questi assembramenti vanno limitati. Ancora non ci può essere una data cer t a per la riaper tura delle scuole anche la comunità scientifica. Ma se l'appello di restare a casa non sarà ascoltato saremo costretti anche a porre un divieto assoluto».

Tra le idee che si stanno valutando c'è quella di seguire l'esempio di alcune regioni, tra cui il Lazio, che hanno deciso di limitare gli orari di accesso ai supermercati durante la settimana e chiuderli nel weekend. Un modo per evitare che andare a fare la spesa possa diventare un motivo di svago dall'isolamento. Tutto dipenderà comunque dalla percentuale dei contagi giornalieri: se gli effetti delle misure non dovessero dare i risultati attesi, non ci sarà solo la proroga, che è certa, ma anche un'ulteriore stretta delle cose che si possono fare.