Il presidente della sezione prima quater del Tar di Roma, con decreto monocratico, sospende i lavori per la realizzazione di quella che potrebbe diventare la futura discarica di Roma capitale a Monte Carnevale. In realtà siamo solo alla fase propedeutica di quello che, tra qualche mese, se riuscirà ad ottenere tutte le autorizzazioni richieste, potrebbe diventare il sito destinato ai rifiuti da parte della giunta capitolina. Sito destinato anche ad alleggerire la pressione sul nostro sistema provinciale conseguente al soddisfacimento dalle esigenze della capitale.

Ma la giustizia amministrativa, con illogico tempismo, blocca i lavori (in realtà la sistemazione del piazzale della discarica per inerti, già autorizzata dalla Regione) su richiesta della Icigest (Commercity) e di un gruppo di residenti e ambientalisti di Valle Galeria, rinviando al 3 aprile la decisione collegiale.

Una decisione difficile da comprendere che, per adesso, avrà l'unico effetto di produrre una perdita di lavoro per una decina di persone in una momento già di per sé complicato dal punto di vista economico e occupazionale e di rallentare la realizzazione di quella che dovrebbe diventare un'infrastruttura strategica per il ciclo dei rifiuti laziale.
Con il ricorso è stato chiesto l'annullamento, previa sospensione, della determinazione della giunta della Regione Lazio avente ad oggetto l'approvazione del progetto per la discarica di rifiuti inerti presentato dalla "N.G.R. New Green Roma s.r.l."

Il presidente ha motivato il provvedimento evidenziando, tra l'altro, la molteplicità degli interessi coinvolti e rilevando, anche in maniera piuttosto singolare, presupposti di gravità ed urgenza al momento difficilmente ravvisabili. Tutto questo rinviando all'udienza collegiale del 3 aprile per la decisione e di fatto sospendendo i lavori di un'opera che, tra qualche mese, potrebbe diventare strategica per la Capitale e di cui il sistema ha un urgente bisogno per scongiurare l'aggravarsi di un'emergenza sanitaria, derivante dalla pandemia Covid-19, le cui conseguenze, è facile prevedere, potrebbero essere devastanti.