Possibilità di requisire strutture private, più soldi per medici e infermieri, disponibilità del personale militare. Sono solo alcuni dei punti dell'ultimo decreto che si appresta a varare il Governo Conte per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Misure indispensabili per garantire la possibilità di affrontare l'espandersi della malattia senza che il sistema sanitario vada in tilt.

Molti dei passaggi del decreto legge ribadiscono come la vera urgenza italiana sia quella del Nord Italia, con la Lombardia diventata la Wuhan italiana. I casi continuano a crescere e il picco non sembra essere ancora arrivato. In questo modo i posti di terapia intensiva negli ospedali della regione sono ormai terminati. Il decreto del Governo prova a dare una mano concreta. Allo stesso tempo ci sono le misure destinate a famiglie e imprese, ossia quelle che mettono a disposizione 15 miliardi per fronteggiare le difficoltà emerse da questa crisi economica legata al Coronavirus.

In questo senso sono previsti congedi familiari, sostegno al reddito, stop a fisco e contributi. Sono previsti, tra l'altro, incentivi alle società che producono dispositivi medici o anche mascherine. Il ministero dell'Economia potrà utilizzare una sua società (Invitalia) per «finanziamenti a fondo perduto, contributi in conto gestione, finanziamenti agevolati. Ne beneficeranno le imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali». Gli incentivi «potranno essere erogati anche alle aziende che forniscono mascherine chirurgiche, mascherine prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell'Istituto superiore di sanità».

Nel capitolo destinato al lavoro c'è la conferma della Cig. «I datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività lavorativa per il coronavirus potranno «richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all'assegno ordinario per un periodo massimo di nove settimane». A pagare sarà l'Inps.

Previste «procedure semplificate escludendo il versamento del contributo addizionale». Una norma riguarda le aziende che hanno già in corso «un trattamento di integrazione salariale straordinari. I datori di lavoro – iscritti al Fondo di integrazione salariale che hanno già in corso un assegno di solidarietà – potranno presentare domanda di assegno ordinario».