Un messaggio forte e di speranza quello di un comitato spontaneo della città martire. Per Cassino oggi è un giorno molto particolare, un giorno che sarebbe dovuto essere di celebrazioni e di ricordo. Ma la città si è svegliata ancora in quarantena, intere famiglie chiuse in casa per rispettare le regole e combattere l'emergenza sanitaria, il sindaco ricoverato in ospedale a causa di un malore. E ora questa lettera emozionante, che scalda il cuore, una lettura che unisce i cassinati, uniti ma distanti. L'invito è quello di affacciarsi tutti dai balconi e dalle finestre alle 20 di questa sera per cantare insieme il brano della città "La vecchia Cassino", per condividere un momento e dedicarlo a tutti. "Cari Concittadini, siamo figli di una terra a cui la Storia ha chiesto spesso sacrifici enormi.

E' ancora grave e viva in tutti noi la memoria del destino atroce che il Novecento volle riservare a Cassino e alla sua gente. Nel 1944 la guerra spazzò via tutto: le piazze eleganti e le strade lastricate, i giardini rigogliosi, le chiese, le case e gli edifici storici, il teatro; l'abbazia con i suoi inestimabili tesori; la serena quotidianità della sua comunità, decimata dalle bombe e poi dalla malaria, costretta a nascondersi e scappare per mesi, affamata e disperata. Nulla sopravvisse. Eppure, quelle donne e quegli uomini della nostra amata terra trovarono la forza e la tenacia per ricostruire insieme case, strade, scuole e tanto altro, ma prima di tutto il senso di comunità, lo spirito di appartenenza e fiducia in sé stessi e nel prossimo.In questi giorni Cassino, come il resto del Paese, è chiamata ad una nuova difficile prova.

C'è un nemico invisibile, e per questo forse più temibile, che minaccia tutti indistintamente, colpisce alcuni in modo letale, si insinua silenziosamente, stravolge le nostre abitudini, ci costringe a ritirarci nelle nostre case, a sospendere qualsiasi contatto con il prossimo, a uscire solo per necessità, con cautela estrema e, comunque, sempre con il cuore pesante. I balconi e le terrazze delle nostre case non sono mai state tanto frequentate prima d'ora. Affacciarvisi è però desolante. Tutt'intorno l'atmosfera è surreale: la città è deserta, sorda e inodore. Per reagire a tutto ciò, in tante localita d'Italia la gente si è data appuntamento spontaneamente sui balconi e alle finestre delle proprie abitazioni per suonare e cantare insieme, per guardarsi e salutarsi, per sentirsi parte della propria comunità.

Oggi, domenica, 15 marzo, alle 20.00 in punto, affacciamoci anche noi dalle finestre e sui balconi del centro e delle periferie della Città Martire; facciamo risuonare per le sue strade le note e le parole di una canzone che da anni ormai è diventata l'inno della Pasquetta Epifania cassinate: "Vecchia Cassino". Cantiamo a voce alta i versi di Salveti musicati dal maestro Rivieccio, salutiamo con affetto i nostri vicini, inviamo idealmente un messaggio di affetto e riconoscenza a tutti coloro che in questi momenti stanno combattendo - anche per noi - una battaglia dura e silenziosa negli ospedali del nostro Paese.

Verrà presto il tempo in cui potremo liberamente tornare ad affollare le strade e le piazze, a frequentare i luoghi di incontro della nostra bella città, a riabbracciare le persone a noi care. Per adesso, stiamo in casa, proteggiamo le nostre famiglie comportandoci responsabilmente, godiamoci ogni secondo del tempo trascorso con i nostri figli. Per concludere, un monito per tutti i Cassinati: quando tutto questo sarà finito e la vita riprenderà a scorrere come prima, mostriamo più rispetto ed amore per la nostra città. Siamo figli e nipoti, orgogliosi, di quelle donne e quegli uomini che 75 anni fa, con fede e abnegazione, si adoperarono per far risorgere Cassino dalle macerie. Il rispetto lo dobbiamo alla loro memoria ed al loro sacrificio, prima ancora che a noi stessi. Abbiamo sofferto e siamo caduti tante volte. Ma ci siamo sempre rialzati. Ce la faremo anche questa volta, perché siamo Italiani. Andrà tutto bene".

Firmato Comitato Spontaneo Cassinate.